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Lunedì 20 marzo 2017 - 12:08

Trenta gare in meno di tre mesi. A caccia del provider migliore

Nei primi tre mesi, nemmeno compiuti, del 2017 si sono registrate una trentina di gare indette da altrettante aziende in cerca di provider per erogare i servizi di supporto ai piani di welfare aziendale. In particolare per l’erogazione dei cosiddetti flexible benefit. Trenta gare. Tante quante se ne erano registrate in tutto il 2016. I numeri sono sufficienti per confermare che un nuovo mercato si è aperto e che sta vorticosamente crescendo. Stimarne il valore è ancora difficile. Troppe variabili e molta riservatezza sui capitolati di gara. “Eni, che da sempre investe nel welfare, ha deciso di arricchire l’offerta ai propri dipendenti anche con la messa a disposizione di un piano di flexible benefit gestibile attraverso una piattaforma informatica. Per questa ragione ha indetto una gara finalizzata all’individuazione di un partner qualificato e specializzato in tale ambito”: è la dichiarazione ufficiale che viene dall’azienda, ma quando all’azienda si chiedono dettagli in più scende il sipario.

Non si tratta solo di Eni. Gare analoghe le stanno svolgendo Autostrade, Luxottica, Fca. Solo per fare qualche nome.

Per vincere le gare, o comunque per candidarsi a diventare il provider migliore dei servizi di welfare “occorrono almeno cinque caratteristiche fondamentali – spiega Nelly Bonfiglio, sales director di Easy Welfare, una delle società leader di questo nuovo mercato – innanzitutto la consulenza sull’organizzazione del lavoro, che vuol dire capacità di analisi della popolazione dei lavoratori, ascolto e focus group dei dipendenti, mappatura dei benefit; poi una specifica capacità di consulenza fiscale; terzo fattore di successo la piattaforma informatica, facile da usare, efficiente, tecnologicamente avanzata per assicurare il catalogo fruibile ai lavratori; poi la capacità di cercare e trovare sul territorio servizi eccellenti da fornire come benefit; quinto fattore è la capacità di fare buona comunicazione interna per lanciare i servizi offerti e monitorare il loro gradimento”.

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