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Welfare 4.0

13 febbraio 2017 – numero 6

L’editoriale
Segnali di mercato

Lo avevano detto autorevoli osservatori, lo avevano assicurato i primi operatori, lo avevano favorito le ultime normative (legge di Stabilita’ 2016, legge di Bilancio 2017): il mercato dei servizi di welfare aziendale e’ esploso. Negli ultimi giorni ci sono stati altri due segnali forti che confermano la nascita, la crescita, il dinamismo di questo nuovo mercato: il tempo delle gare, la costituzione della prima associazione di categoria. Nei primi numeri di Welfare 4.0 avevamo anticipato che un gruppo di operatori (quelli che avevano avuto un ruolo di primo piano nel suggerire – almeno il primo impianto – della legge di Bilancio 2016) si stava organizzando per far nascere la prima associazione di categoria del settore. Avevamo anche anticipato il nome: Aiwa. In questo numero della nostra newsletter ne diamo i dettagli e nel prossimo daremo conto della prima intervista del presidente, Emanuele Massagli.
Quando nasce un’associazione di categoria si certifica la necessita’ di organizzare un mercato. Neo associazione, neo mercato. Gli associati indirettamente offrono ai loro clienti – attuali e futuri – una sorta di garanzia di riconoscibilità e di autorevolezza che in qualche modo rafforzano fiducia e reputazione.
Fiducia e reputazione sono elementi essenziali quando si deve concorrere per acquisire nuove commesse. Ed ecco il secondo segnale forte di esistenza e crescita del mercato: la proliferazione delle gare, attivate dalle imprese in cerca di fornitori per l’organizzazione e l’erogazione dei servizi di welfare aziendale.
Le aziende pioniere si sono sempre “arrangiate”, forti del loro ruolo di apripista. Risorse interne, partner cercati per linee dirette, definizione di modelli e comportamenti in corso d’opera. Quando un mercato di organizza e si consolida le aziende devono invece soddisfare metodiche che devono essere capaci di rispettare i criteri di procurement stabiliti. In questi giorni Eni ha avviato una gara per cercare il fornitore di servizi di welfare aziendale per la quasi totalità dei loro 23mila dipendenti in Italia. Con un premio di produttività superiore ai 2000 euro si tratta di allocare servizi che abbiano un valore di circa 40 milioni all’anno, per due anni. Una cifra colossale per gli attuali valori di riferimento.
I valori effettivi saranno stabiliti solo quando si saprà quanti dei dipendenti vorranno trasformare il proprio premio di produttività in servizi di welfare (flexible benefit e dintorni). E la cifra sarà solo una base di riferimento cui dovranno aggiungersi i costi dei servizi operativi e il margine di profitto, più o meno risicato, del fornitore. La scelta di Eni di mettere a bando il prossimo fornitore segna l’inizio di una nuova stagione. E formalizza la nascita del nuovo mercato.
Una stagione fatta di competizione e di concorrenza che devono sapersi tradurre in indicatori di efficienza e di qualità di servizio. Un mercato che sarà destinato a rendersi appetibile per ogni soggetto che voglia vendere servizi alle imprese.

Marco Barbieri
marbar.58@alice.it

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