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Puglisi (Minlavoro): investire nel digitale per vero lavoro agile

Dibattito on line per il Bilancio Sociale della Cnpr

Milano, 30 ott. (askanews) – Investire nel digitale per governare e guidare in modo virtuoso i cambiamenti profondi che lo shock della pandemia sta imponendo al mondo del lavoro: così il sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Francesca Puglisi, ha spiegato la motivazione sottesa alle iniziative politiche in tema di smart working. “Una cosa è certa – dice il sottosegretario – il mercato del lavoro è cambiato. Dopo la pandemia è attraversato da una accelerazione nella transizione tecnologica ed ecologica. Destineremo ingenti risorse per accompagnare professionisti ed imprese nella transizione, grazie anche ai fondi messi a disposizione dalla commissione europea”.

Puglisi è intervenuta al webinar “Professioni e previdenza: Il futuro è lo smart working?” promosso dalla Cassa dei ragionieri e degli esperti contabili, in occasione della presentazione del Bilancio Sociale. Il sottosegretario ha sottolineato la differenza tra lavoro a distanza e smart working e ha posto l’accento sulla necessità di un cambiamento culturale sia da parte dei lavoratori sia da parte dei datori di lavoro, affinché il lavoro agile diventi una opportunità realmente vantaggiosa per il sistema economico. “Telelavoro non è smart working- ha spiegato Puglisi – Smart working è un ‘lavoro agile’ che fa rivedere innanzitutto gli obiettivi di valutazione e il rapporto tra azienda e dipendenti. E che dunque richiede un grande investimento anche in termini di formazione delle persone, non solo dei dipendenti, ma anche dei direttori delle risorse umane”.

All’incontro on line hanno partecipato esponenti di diverse realtà istituzionali, tra questi Niccolò Invidia, capogruppo del M5S nella Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, che ha sua volta ribadito l’impegno a inserire nelle legge di Bilancio risorse destinate allo sviluppo dello smart working. “Massimo impegno sia da parte del Governo sia parte del Parlamento e in particolare della Commissioni Lavoro sulle tematiche dello smart working e delle politiche giovanili – ha detto – Questo non soltanto è doveroso nel lungo periodo, ma è doveroso soprattutto adesso dinanzi all’emergenza covid”.

Alessandro Amitrano, segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera all’innovazione digitale ha però sottolineato come l’innovazione sia senza dubbio utile in sè, ma nulla – ha detto – può battere la ricchezza del contatto umano. “L’innovazione digitale è molto utile e entusiasmante, ma non c’è niente che possa battere il contatto umano – sono le parole di Amitrano – Lo smart working è una modalità di organizzazione del lavoro che risponde a un’esigenza eccezionale, ma che può rappresentare un elemento da considerare per il futuro. Occorre però predisporre un piano strategico per la sua regolamentazione: per tutelare i lavoratori e le lavoratrici da eventuali penalizzazioni o nuove forme di sfruttamento”.

Ma riforme e rimodulazioni si sviluppano in tempi lunghi, e le realtà professionali chiedono alla politica anche un sostegno che impatti già nel breve periodo. La Cassa di previdenza dei ragionieri si era già mossa in anticipo sui tempi con una strategia di sviluppo degli strumenti di welfare, uno sforzo che ora il il legislatore è chiamato a riconoscere e a sostenere. “Quello che chiediamo alla politica in questo momento straordinario è di riconsiderare le misure di welfare per le Casse- ha spiegato il vicepresidente Cnpr Giuseppe Scolaro – cercando di assegnare flessibilità alla gestione delle delibere regolamentari per quanto riguarda le forme di assistenza, con particolare attenzione a una defiscalizzazione dei sussidi a sostegno del reddito dei professionisti erogate dalle casse stesse”.

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