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Milano da non perdere con la mostra “Divine e Avanguardie”

A Palazzo Reale l'evento che racconta le donne nell'arte russa

Milano, 27 ott. (askanews) – Madonne e zarine. Spose infelici e operaie emancipate. Nude o vestite. Madri occupate ad allattare e artiste intente a creare, come vere amazzoni delle avanguardie. Lev Tolstoj lo aveva capito benissimo: “le donne sono la vite su cui gira tutto”. E le donne nell’arte russa sono indubbiamente protagoniste ed eroine di una parabola storica ben nota, ma che vista attraverso le curve generose dipinte dal Zinaida Serebrjakova, quelle vivaci di Natalja Goncharova o quelle “supernaturalistiche” di Kazimir Malevich, assume un significato molto particolare.

La mostra meneghina “Divine e Avanguardie. Le donne nell’arte russa” non semplicemente sulle donne ma di donne (molte le artiste rappresentate, il che è raro) apre – con il volto della poetessa Anna Akhmatova – il 28 ottobre a Palazzo Reale e vi rimarrà sino al 5 aprile, con opere dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e CMS Cultura. Catalogo Skira.

Circa 90 capolavori, in larga parte mai esposti prima d’ora in Italia, che raccontano storie, destini, emancipazione. L esposizione è curata da Evgenija Petrova e Josef Kiblitskij. Come ci racconta la stessa Petrova, si vuole restituire un idea dell arte russa dal XIV al XX secolo in vista di un’occasione particolare:

“Il 2021 è l’anno della donna e noi nel Museo Russo abbiamo molti quadri che ce la raccontano con stili diversi, in epoche diverse, in condizioni sociali diverse. Ovviamente non è solo una mostra sulle donne, ma sulla cultura russa e sui cambiamenti della società russa”.

Come spiega l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, aprire una mostra di questo genere durante la pandemia non è facile, ma l’apertura al pubblico è sicura grazie a capienza contingentata e dispositivi di protezione individuali:

“Questa mostra ha però per me un valore molto importante dal punto di vista della sua proposta culturale. È infatti uno dei tasselli chiave del palinsesto “I talenti delle donne” che l’amministrazione comunale ha deciso di dedicare al protagonismo delle donne nelle diverse discipline del pensiero creativo”.

Anche il Console generale russo a Milano Aleksandr Nurizade sottolinea come gli scambi culturali non vengano interrotti neppure in periodi di maggiore difficoltà. Ed è davvero notevole il numero di opere giunte, compresa la famosa scultura di Vera Mukhina con la quale si conclude la mostra “L’operaio e la kolkoziana”, creata per il padiglione dell URSS all Esposizione Internazionale del 1937 a Parigi: un uomo e una donna che reggono un martello e una falce. Il padiglione svettava davanti a quello tedesco dove troneggiava l’aquila nazista. Presagio di un confronto che da lì a pochi anni avrebbe sconvolto il mondo intero.

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