Radice, (FS Italiane): il trasporto sostenibile è obiettivo Paese

Meno CO2 e intermodalità: scelte industriali a vantaggio di tutti

SET 3, 2020 -

Milano, 31 ago. (askanews) – Sicurezza, neutralità nell’impatto ambientale determinato dalle emissioni di CO2 di tutte le attività, shift modale a favore del

trasporto collettivo e condiviso, della mobilità dolce, e

ferroviario in particolare. Il gruppo Ferrovie dello Stato

Italiane focalizza su questi tre macro obiettivi le strategie di

sostenibilità con avvistamento al 2050.

Ma considerando l’impatto delle attività sottese al loro

raggiungimento si comprende che si tratta di veri e propri

obiettivi strategici industriali, la cui portata supera quindi la

visione tradizionale, spesso ancillare, del concetto di

sostenibilità nelle attività di impresa.

Lorenzo Radice, responsabile Sostenibilità del gruppo Ferrovie

dello Stato Italiane sintetizza così per il Salone della CSR e

dell’innovazione sociale i tre obiettivi: “Gli obiettivi di lungo

periodo del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane sono obiettivi

industriali strategici, non sono quindi obiettivi di

‘sostenibilità’: sono gli obiettivi del gruppo. Riguardano tre

macro aree prioritarie per il gruppo, e sono: la

decarbonizzazione, con il raggiungimento della carbon neutrality

al 2050; la sicurezza, con l’obiettivo di azzeramento degli

eventi mortali per i viaggiatori, per i fornitori, per i

dipendenti e per tutte le persone che interferiscono con l’eco

sistema ferroviario, ad esempio chi attraversa in maniera

indebita i binari o i passaggi a livello. Il terzo obiettivo

riguarda proprio il core nel nostro business, il modal-shift,

cioè togliere auto private e camion dalla strada a favore della

mobilità integrata, sostenibile, e dolce”.

In dettaglio i target di modal shift sono del 5% – rispetto al

2015 – da auto privata a mobilità condivisa, pubblica e dolce al

2030 e del 15% al 2050; e per le merci: 50% trasporto su gomma e

50% trasporto su treno al 2050 per relazioni superiori a 300

chilometri. Obiettivi che richiedono non solo l’impegno del

gruppo, ma soprattutto una scelta convinta del soggetto pubblico

e istituzionale a impegnarsi sul nuovo modello di mobilità.

“Questi sono obiettivi di altissimo livello, sono obiettivi

Paese: quindi bisogna affrontarli sia con le leve interne, le

leve di business; sia con gli interlocutori esterni. Sono due

modalità che devono essere necessariamente integrate – continua

Radice – La prima, quella relativa alle risorse aziendali, va

basata su un cambiamento culturale che stiamo promuovendo. Già

nella revisione del Piano industriale 2019-2023 stiamo inserendo

queste logiche che non sono solo finanziarie ed economiche, ma

anche ambientali e sociali, necessarie per il raggiungimento di

questi obiettivi. Poi stiamo interloquendo con le istituzioni e

con gli stakeholder rilevanti proprio per il raggiungimento di

questi obiettivi che, è importante dire, sono obiettivi che sono

stati definiti assieme agli stakeholder stessi”.

Il coinvolgimento costante degli stakeholder è senza dubbio uno

degli aspetti più delicati e dall’esito incerto: basti pensare

che su scelte come lo shift modale, per esempio, il

coinvolgimento diretto di istituzioni, amministrazioni, decisori

politici a diverso livello implica anche una composizione di

obiettivi non sempre convergenti. “Dobbiamo essere bravi nel far

comprendere quali siano i vantaggi per il Paese perché si tratta

di scelte non soltanto a vantaggio del gruppo FS Italiane, ma a

vantaggio di tutti – sottolinea il responsabile Sostenibilità del

gruppo Ferrovie dello Stato Italiane – Dobbiamo essere bravi a

spiegare perché è meglio far spostare più persone e più merci sul

ferro e con il trasporto pubblico piuttosto che con l’auto

privata. E quindi stiamo sviluppando gli strumenti per

rappresentare in maniera numerica quali sono i vantaggi delle

nostre modalità di trasporto in modo da convincere poi i decisori

politici che le nostre scelte sono le migliori. E non le migliori

per il gruppo FS, ma le migliori per il Paese”.

Il gruppo FS Italiane ha avviato intanto anche un programma di

rinnovo delle flotte, adottando soluzioni che già segnano dei

passi importanti lungo le direttive indicate dagli obiettivi

strategici di sostenibilità. “Per raggiungere gli obiettivi di

lungo periodo bisogna necessariamente iniziare adesso anche se i

risultati si vedranno tra un po’ di tempo. Abbiamo iniziato, per

esempio, con i treni Alta Velocità, che consumano fino al 30 per

cento in meno rispetto ai treni di precedente generazione, e

quindi riducendo il consumo energetico vengono ridotti anche le

emissioni in atmosfera. I nuovi treni regionali, Pop e Rock,

consumano meno rispetto alle versioni precedenti. Nei treni

regionali, poi, c’è più spazio per le biciclette per facilitare

gli spostamenti del primo e dell’ultimo miglio con mobilità

dolce. Abbiamo inoltre tutta una serie di iniziative che aiutano

l’intermodalità, fondamentali e necessarie per raggiungere

l’obiettivo di togliere auto private e camion dalla strad”.

Il percorso intrapreso è dunque lungo, l’arco temporale per

compierlo sembra ampio, ma in realtà i tempi per concretizzare

scelte e decisioni non sono poi così ampi se si vuole che gli

obiettivi siano realisticamente perseguibili. Ma va riconosciuto

che il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane già si muove da tempo

sulla strada della sostenibilità. “Relativamente agli obiettivi

di lungo periodo su modal-shift, sicurezza, e carbon neutrality,

non siamo all’anno zero – conclude Radice – Fin da quando sono

nate le Ferrovie ragionano in quest’ottica. Ora però abbiamo

definito obiettivi numerici, chiari, con scadenze precise, sui

quali stiamo lavorando con un particolare focus. A dimostrazione

ci sono anche i dieci anni del Rapporto di Sostenibilità che

testimoniano le tappe compiute nel passato lungo questo

percorso”.