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Statua Montanelli imbrattata è stata ripulita. Ora transennata

Sindaco Sala: disorientato, ma resta "grande giornalista"

Milano, 22 giu. (askanews) – La statua dedicata al giornalista Indro Montanelli, da cui prende il nome anche il centralissimo parco milanese circostante, è stata ripulita, dopo che era stata imbrattata, con la scritta “razzista, stupratore”. Il gesto era avvenuto nei giorni in cui in tutto il mondo si protestava per la morte di George Floyd – l’afroamericano ucciso dalla polizia di Minneapolis – ed era stato rivendicato dal coordinamento del collettivo Rete studenti Milano e Lume (Laboratorio universitario metropolitano), in un video ora all’esame degli investigatori della Digos.

Figura che divide, e divideva anche in vita, Montanelli è tra i più popolari giornalisti italiani del Novecento. Iniziò la sua carriera durante il ventennio fascista, cambiando più volte posizioni, anche in merito al razzismo. Per quattro decenni fu l’uomo-simbolo del Corriere della Sera, che lasciò per fondare il Giornale. Venne gambizzato nel 1977 dalle Brigate Rosse. Lasciò Il Giornale con l’entrata in politica del suo editore Silvio Berlusconi, da lui fortemente criticata e, nel marzo 1994, fondò la Voce che ebbe breve vita.

Qualcuno lo considera un maestro come chi in questi giorni ha lasciato fiori vicino alla statua e questo biglietto. Qualcun altro non gli perdona la partecipazione alla guerra in Etiopia, con tutto l’orrore che ne consegue, e ha criticato il sindaco Beppe Sala per non aver rimosso la statua. Ma il primo cittadino di Milano si è dimostrato irremovibile, “disorientato” dal comportamento di Montanelli negli anni Trenta, ma resta “un grande giornalista”. Quanto alla statua: “Da un lato le priorità sono altre e dall’altro lato, allora perché non rinominare piazzale Luigi Cadorna? È un generale che ha causato decine di migliaia di vittime”.

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