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Le spiagge della Liguria riaprono al pubblico con limitazioni

La tipologia dell'arenile porta a perdita di posti e di servizi

Milano, 29 mag. (askanews) – La Liguria è stata una delle prime regioni a dare il via libera alla riapertura di spiagge e stabilimenti balneari. Dal 18 maggio, infatti, l’ordinanza del governatore Toti permetteva ai gestori di ripartire ma la maggior parte degli stabilimenti ha preferito attendere ancora qualche giorno o qualche settimana per adeguarsi alle linee guida anti-Covid.

La particolare conformazione della Liguria, con molte scogliere e poche spiagge, spesso corte e strette, ha costretto quasi tutti gli stabilimenti balneari a limitare i posti disponibili per rispettare le misure di distanziamento sociale, come spiega Fabio Ragazzi, amministratore unico del Lido di Genova (ITW IN

“Certamente le dimensioni e la tipologia dell’arenile in questa magnifica regione non sono come quelle dell’Emilia Romagna o di altre regioni che hanno spiagge più profonde. Quindi, certo, c’è una perdita di possibilità di servizi. Abbiamo ridotto in parte gli ombrelloni e credo che altri colleghi abbiano fatto uguale”.

Anche se il Lido di Genova è uno degli stabilimenti balneari più grandi e attrezzati della Liguria, i gestori hanno dovuto quindi rimodulare ogni servizio, dai lettini agli ombrelloni fino alle cabine, per salvaguardare la salute dei clienti.

“Come tutti gli operatori del settore, abbiamo seguito le indicazioni dei dispositivi regionali della Conferenza delle Regioni. Quindi distanziamento dei lettini, distanziamento degli ombrelloni e cabine divise per nuclei familiari, che è stato un sacrificio non da poco perché abbiamo preferito interpretare in maniera restrittiva il dettato della norme o comunque delle ordinanze”.

Anche nelle spiagge libere della Liguria, dove solitamente la gente si affollava occupando ogni angolo con asciugamani e ombrelloni, gli ingressi saranno contingentati. A Genova, per delimitare lo spazio destinato ad ogni nucleo familiare, sono stati posizionati sull’arenile dei sacchi di plastica pieni di sabbia da utilizzare come segnaposti ma l’iniziativa ha già suscitato polemiche ed il sindaco Bucci è corso subito ai ripari promettendo che verranno sostituiti presto con dei sacchi di juta, più belli ma sopratutto più compatibili con l’ambiente.

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