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Quale economia post Covid? Se ne parla alla Luiss Business School

Il webinar con Gianni Letta, Scaroni, Del Fante e Volpi

Roma, 23 mag. (askanews) – Solo con un grande disegno si potrà rilanciare l’economia italiana dopo la crisi innescata dall’emergenza Covid-19. La classe politica deve individuare una strategia di lungo periodo. Sarà necessaria una digitalizzazione capillare e servirà difendere le grandi aziende italiane, con pubblico e privato uniti per vincere la sfida del rilancio. Se n’è parlato al webinar della Luiss Business School “Una visione strategica per l’economia dopo il Covid-19”. A introdurre il dibattito, Gianni Letta, nel suo ruolo di presidente dell Associazione “Davide De Luca – Una vita per l Intelligence”, che con Luiss Business School organizza il ciclo di incontri “Appunti sull interesse nazionale”. Letta ha citato la ricostruzione dopo la guerra e il coraggio della classe dirigente di allora di sognare in grande, un coraggio che ha portato al boom economico: “Ecco forse noi dovremmo avere bisogno di questo – ha dichiarato Letta – la politica oggi dovrebbe concepire un piano che risponda a un disegno e che abbia il coraggio di una visione, sappia volare alto, dare dei traguardi e degli obiettivi sui quali poi parametrare gli interventi per uscire dall’emergenza e per la ricostruzione poi”.

Secondo Paolo Scaroni, Deputy Chairman di Rothschild, Covid-19 ha determinato Il crollo dei prezzi del petrolio, e questo ritarderà la transizione energetica e la lotta al riscaldamento globale. Per uscire da questa crisi serve un cambio di passo, anche nella mentalità e nella politica italiana: “Noi vorremmo che nulla cambi mai – ha detto Scaroni – ma la verità è che il mondo non fa che cambiare e il mondo post Covid sarà molto diverso dal mondo pre Covid. E’ inutile chiederci quante botteghe rimarranno aperte, noi non lo sappiamo. Noi non dobbiamo difendere i posti di lavoro ma dobbiamo difendere le occasioni di lavoro, il fatto che ci saranno altri posti di lavoro”.

Secondo Matteo del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, questa emergenza ha messo in luce quanto sia importante per la crescita la digitalizzazione: “Io credo che questa sia una occasione per accelerare lungo una serie di direttrici per lavorare in maniera diversa. Non siamo purtroppo facilitati in Italia dalla connessione, la diffusione della banda ultra larga non è ancora sufficiente. Però questa è una occasione per lavorare in modo diverso”.

Su smart working, digitalizzazione e reti 5G secondo il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, serve certezza sulla sicurezza. Tanto più quando sulle reti passano “interessi strategici” nazionali. E sullo scudo della golden power ha dichiarato: “E’ uno strumento deterrente che rappresenta il fatto che uno Stato è attento ai propri asset. E sono gli asset industriali. Noi abbiamo la sfida di rendere coese le nostre maggiori e migliori strutture. Golden Power vuol dire difendere ma anche esser certi che c’è un sistema paese in tutti i settori in un grande progetto strategico”.

A trarre le conclusioni del dibattito il direttore di Luiss Business School, Paolo Boccardelli: “Il tratto comune che avete sottolineato è classe dirigente e capitale umano.

Siamo ancora tra i paesi che investe di meno nell’università, nella ricerca e nella scuola.

Dobbiamo mettere insieme di nuovo istituzioni pubbliche con mondo privato per creare quell’investimento significativo per la nuova leadership in questo paese. Quello che manca, non solo nelle organizzazioni pubbliche, è un gap di leadership che consente alle aziende e alle istituzioni di guardare al futuro ma al tempo stesso di gestire la complessità di oggi che ci porterà fuori da questa crisi”.

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