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Iraq, team italiano resuscita l’antica Hatra sfregiata dall’Isis

Progetto sostenuto dalla Fondazione Aliph di Ginevra

Hatra (Iraq), 26 feb. (askanews) – Hatra, un’antica città-stato immersa nel deserto iracheno a 120 chilometri a Sud di Mosul, colpita dalla barbarie della guerra. Questo gioiello archeologico del II secolo dopo Cristo, che solo tre anni fa venne usato dalle milizie dell’Isis come poligono di tiro o come sfondo per video di propaganda.

Ora una missione archeologica, finanziata da Aliph Foundation di Ginevra e promossa dall Ismeo di Roma ha raggiunto Hatra per catalogare, studiare e ricostruire i danni causati dai conflitti e comprendere come rimettere in sicurezza il sito.

La missione è stata guidata dall archeologo dell università di Padova, Massimo Vidale: “Si tratta di uno dei più grandi complessi architettonici dell’Iraq. L’intero sito archeologico è stato sotto il controllo dell’Isis per tre anni e i danni sono evidenti; sia nell’incuria sia in alcuni distruzioni fatti di proposito. Atti vandalici nei confronti delle decorazioni scultorie e nella dispersione di residuati bellici di ogni genere”.

Le architetture e gli oggetti d’arte antica di Hatra, gravemente danneggiati dall’Isis e dall’incuria, sono stati recuperati, documentati e messi al sicuro dal team italiano. A curare la documentazione topografica il professore Stefano Campana dell’Università di Siena:

“Hatra è una grande città, un grande contesto urbano di circa 300 ettari di superfice. Stiamo facendo questo lavoro tramite l’uso di tecnologie sofisticate. In particolare stiamo utilizzando dei droni per fare rilievo di dettaglio sia dell’area centrale si di tutta la città”.

Il team di ricerca sostenuto da Aliph è la prima spedizione archeologica finalizzata a condurre una valutazione dei danni subiti dalla città di Hatra dalla sua liberazione da parte dell’esercito iracheno, nell’aprile 2017.

La scoperta più spettacolare è stata l’individuazione di frammenti appartenenti alle due grandi teste scolpite la cui brutale distruzione è stata ampiamente diffusa sui social media dall’Isis. I frammenti più grandi si incastrano quasi perfettamente, lasciando auspicare ottime prospettive per i restauri e la possibilità di ricollocare le sculture nelle loro posizioni originali.

E ora la Fondazione Aliph sembra decisa a inviare una nuova missione per iniziare i lavori per la rinascita di Hatra.

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