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Mattarella in sinagoga: dagli ebrei contributo decisivo per Paese

"La democrazia esiste perché dà voce alle diversità"

Roma, 21 feb. (askanews) – Prima visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Sinagoga di Roma in un momento particolare segnato da diversi episodi di antisemitismo in Italia. Il capo dello Stato ha visitato il museo ebraico, poi al Tempio Maggiore è stato accolto dai ragazzi di elementari, medie e licei ebraici. Ad attenderlo c’erano anche il rabbino capo Riccardo Di Segni e il capo della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello.

Mattarella, con kippah bianca personalizzata con logo Quirinale, ha voluto sottolineare la “riconoscenza” per “il contributo che la comunità ebraica ha dato al Paese nella sua storia, cultura, arte e società. “Questa differenza, diversità di apporti, è la ricchezza del nostro Paese. La democrazia esiste perché dà voce alla diversità e al contributo delle differenze e il contributo che ha recato al nostro Paese la comunità ebraica nella sua storia, nella sua civiltà e in quella delle istituzioni è di altissimo livello e non sempre è stato compreso”.

Mattarella ha raccontato di aver vissuto molto a Roma da ragazzo e di sentirsi romano. “I miei amici mi dicevano un vecchio detto popolare romano: che solo i romani con sette generazioni potevano ritenersi tali. Voi alle spalle però avete 2.200 anni e sono pochi a Roma più romani di voi”.

Infine, ricordando la Costituzione che sottolinea all’articolo 3 il concetto di uguaglianza, ha detto “quanto sia importante rispettare la diversità della conoscenza” e ha concluso il suo intervento rivolgendosi a una platea composta soprattuto di alunni delle scuole ebraiche con “Shalom shabbat”.

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