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Giovani e web, ricerca Moige: 40,5% va in ansia se non è connesso

Campagna contro bullismo e cyber risk; Conte: serve prevenzione

Roma, 6 feb. (askanews) – La generazione Z è chiaramente super tecnologica e iperconnessa, ma fortemente “dipendente” dalla rete web. Sono dati preoccupanti quelli presentati dal rapporto del Moige (Movimento italiano genitori) a Roma, in occasione del Safer Internet Day 2020, per lanciare la nuova campagna “Giovani Ambasciatori contro Bullismo e Cyber Risk”.

Dall’indagine su “La dieta cyber dei nostri figli” – a cui ha collaborato la polizia postale e condotta su 2.500 ragazzi tra i 5 e i 22 anni – emerge che il 40,5% dei giovani va in ansia se non è connesso, il 24,8% (1 su 4) rinuncia alle ore di sonno per rimanere collegato e il 40% (quasi 1 su 2) prova un senso di delusione per l’assenza di like e richieste di amicizia.

Alla presentazione della campagna è intervenuto anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha definito preoccupanti i dati della ricerca, commentando:

“Quasi la metà dei nostri ragazzi ha subito atti di bullismo, un ragazzo su 10 adotta comportamenti da bullo e molto spesso sono coinvolte anche le ragazze”.

“È evidente che la prevenzione è la modalità migliore per arginare questo fenomeno. La prevenzione deve partire dalla famiglie, deve coinvolgere le scuole, ma deve coinvolgere più diffusamente tutti i gangli della nostra società”.

“Il bullismo è anche nelle parole, le parole pesano. Il linguaggio dell’odio lo dobbiamo bandire, perché dobbiamo afferrare questa verità: chi contrasta un episodio di bullismo è più forte del bullo, chi interviene a contrastare, non si mostra indifferente, è più forte del bullo”.

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