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Sostenibilità: istituzioni in campo con risorse e nuove norme

Parte da Torino il "Giro di Italia della Csr" edizione 2020

Torino, 31 gen. (askanews) – Per concretizzare prassi efficaci e diffuse di sostenibilità il soggetto pubblico, le istituzioni, devono ora intervenire con leggi, incentivi e anche con risorse adeguate collaborando con imprese e attori del terzo settore per mettere a valore le esperienze già acquisite da questi ultimi.

E’ una delle indicazioni emerse nel corso della prima tappa del Giro d’Italia della Csr 2020, organizzato dal Salone della Csr e dell’innovazione sociale. L’incontro, che si è svolto all’Università di Torino, ha avuto come focus la sinergia tra pubblico e privato a vantaggio dei cittadini, un rapporto ricco di opportunità ma anche di criticità. “La maggiore delle criticità, ma credo che sia anche il punto di partenza per una migliore relazione pubblico-privato, è quello della creazione delle infrastrutture – sottolinea Enrico Sorano docente del Dipartimento di management dell’Università degli Studi di Torino – Le istituzioni devono cercare di creare quelle autostrade per fare in modo che la sostenibilità diventi effettivamente operativa e metta a sinergia il mondo pubblico con il mondo privato, in particolare tutto il mondo del no profit, delle comunità locali, dell’università e delle aziende private”.

 

Accanto alla progettualità, alle istituzioni viene chiesta però anche velocità di intervento a fronte dei diversi problemi – a cominciare da quelli ambientali, per esempio – che i territori affrontano spesso in condizioni di periodica emergenza. “Le criticità in questo periodo come in tanti altri settori riguardano prevalentemente l’aspetto economico – è la considerazione di Ivana Stefani responsabile Acquisti e Affari generali del gruppo Amag di Alessandria – Ottenere i finanziamenti per poter realizzare gli obiettivi non è così semplice. Lo Stato rileva sul territorio tanti problemi connessi al cambiamento climatico e alla fragilità dei territori: ad Alessandria c’è stata un’alluvione, l’ennesima, nel mese di novembre che ha provocato crolli e smottamenti. Lo Stato quindi dovrebbe sostenere le aziende negli investimenti necessari per consolidare il territorio e riparare i danni ma soprattutto costruire gli strumenti per impedire che questo avvenga anche in futuro”.

 

Enrico Nada , responsabile politiche sociali di Nova coop, ha portato alla discussione una prospettiva di sintesi focalizzando l’attenzione su due ambiti nei quali il settore pubblico può intervenire. “Prima di tutto l’ambito legislativo – spiega Nava – Fare sostenibilità è importante, ma se si è sostenuti da leggi che sostengono queste scelte e che indirizzano anche i comportamenti dei consumatori – perché a volte è necessaria anche, diciamo, una spinta gentile fatta da leggi e incentivi economici per favorire comportamenti più virtuosi – questo rende di sicuro più facile l’attuazione di comportamenti sostenibili. L’altro ambito del pubblico per me molto importante quello della ricerca perché la sostenibilità non è un punto d’arrivo, ma un cammino in continua evoluzione e solo col confronto con chi studia o con altre realtà è possibile migliorare e trovare nuove soluzioni o porsi nuove problematiche”.

Dopo Torino il Salone della Csr toccherà, entro giugno, altre 13 città italiane, dalla Lombardia alla Sicilia, per raccontare i diversi volti della sostenibilità. Appuntamento finale, poi, del Salone a Milano in Bocconi, il 29 e 30 settembre con l’edizione nazionale.

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