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Mercoledì 26 Febbraio 2020

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Elsa Morante narrata da “Fuoco Sacro-Il talento e la vita” su laF

Un programma di Paolo Di Paolo con Sonia Bergamasco

Roma, 29 gen. (askanews) – Viaggio alla scoperta di Elsa Morante. Lunedì 3 febbraio alle ore 21.10 in esclusiva su laF (Sky 135), torna la produzione originale laF – la TV di Feltrinelli “FUOCO SACRO – Il talento e la vita” – realizzata in co-produzione con EchiVisivi, con la narrazione appassionata dello scrittore Paolo Di Paolo.

Dopo le puntate dedicate ad Alda Merini e Luciano Bianciardi, lunedì 3 febbraio è la volta di Cesare Pavese ed Elsa Morante – interpretati da Pietro De Silva e Sonia Bergamasco.

In “Elsa Morante – Sulle tracce della madre”, Sonia Bergamasco ci racconta della grande scrittrice attraverso le parole del suo ultimo e più misterioso romanzo, “Aracoeli”, scritto tra il 1976 e il 1982: la storia di un omosessuale quarantenne ossessionato dal ricordo dell infanzia e dal rapporto con la madre deceduta, che parte per la Spagna in cerca delle sue origini “spinto da una pulsione disperata che stimola a cercare i morti non solo nel tempo ma nello spazio”. Un libro in cui emerge, con ancor più forza, la centralità del ruolo della madre nella scrittura di Elsa Morante e il doloroso conflitto materno che ha accompagnato tutta la sua vita fin dall infanzia, vissuta nel quartiere Testaccio di Roma.

Quando il libro viene pubblicato la scrittrice è sfinita dalla scrittura. Le polemiche intorno al romanzo la turbano, nonostante il clamoroso successo e la vicinanza dei lettori che le scrivono lettere appassionate, scorgendo tra le pagine del libro la sua sofferenza. Nel 1983, a pochi mesi dalla pubblicazione, tenta il suicidio. Non scriverà più e morirà due anni dopo per un infarto. A chiudere il racconto, le parole di “Aracoeli” che lasciano trasparire la fatica e il dolore di vivere della scrittrice: “Ogni creatura, sulla terra, si offre. Patetica, ingenua, si offre: Sono nato! eccomi qua, con questa faccia, questo corpo e quest’odore. Vi piaccio? mi volete? . Da Napoleone, a Lenin e a Stalin, all’ultima battona, al bambino mongoloide, a Greta Garbo e a Picasso e al cane randagio, questa in realtà è l’unica perpetua domanda di ogni vivente agli altri viventi. Vi piaccio? Mi volete?”.

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