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Libia, Haftar blocca export petrolio a vigilia incontro Berlino

L'inviato Onu Salamé: non bisogna giocare, è il pane dei libici

Roma, 18 gen. (askanews) – Alla vigilia della conferenza di Berlino, il generale Haftar avrebbe fatto bloccare l’export di petrolio. Secondo una fonte esclusiva della Libyan National Oil Corporation (Noc), si fermeranno tutte le esportazioni di greggio dai porti e terminal della Libia centrale e orientale.

La fonte ha riferito all’emittente Libia Alahrar, che i comandanti responsabili – entrambi sotto il comando dell’uomo forte della Cirenaica – hanno ordinato agli agenti dei terminal petroliferi di interrompere le esportazioni.

Secondo la fonte, la produzione di petrolio della Libia diminuirà di almeno 700.000 barili al giorno, il che equivale a oltre 47 milioni di dollari al giorno.

L’Unsmil, la missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia, si è detta “profondamente preoccupata” per l’interruzione della produzione di petrolio in Libia e ha sottolineato come esso possa infliggere un “colpo durissimo alla situazione economico finanziaria già deteriorata del paese”.

Con la speranza che a Berlino si raggiunga un vero cessate il fuoco, l’inviato dell’Onu Ghassan Salamé, in un’intervista a France Presse ha affermato:

“La nostra linea all’Onu è molto chiara. Non bisogna giocare con il petrolio perché è il pane dei libici. Senza petrolio, i libici muoiono di fame. Bisogna dire le cose come sono. Non bisogna fare del petrolio un’arma di guerra, non bisogna che diventi materia di divisioni o di chi offre di più”.

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