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Giovedì 1 Ottobre 2020

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Aderenza alla cura, un problema da affrontare con diverse strade

Formazione, innovazione, informazione: per migliorare le cure

Milano, 9 dic. (askanews) – Solo sei pazienti su dieci seguono le terapie fondamentali per lo scompenso cardiaco e la fibrillazione atriale. E’ quanto emerso da un’indagine svolta sui cittadini lombardi attraverso le farmacie di Milano, Lodi e Monza Brianza, che è stata presentata a Milano a Palazzo Pirelli.

 

Dalla ricerca, che ha coinvolto 3131 cittadini lombardi, è emerso che non solo 4 pazienti su 10 sono tecnicamente non aderenti alla terapia, ma anche che tra i pazienti definibili aderenti in più del 10% dei casi la terapia è assunta in modo non ottimale. E la non aderenza, così come un’aderenza non corretta, può determinare l’aumento da 3 a 7 volte di acutizzazioni e di eventi gravi, anche fatali.

 

Piergiuseppe Agostoni, responsabile dell’Area Cardiologia critica del Centro Cardiologico Monzino, ha coordinato l’indagine.

 

“Ci troviamo di fronte – ha detto ad askanews – a una situazione in cui crediamo di curare i pazienti perché pensiamo che seguano la terapia in modo corretto, invece lo fanno in modo non sufficiente per rispondere alle necessità di protezione, e quindi abbiamo dei pazienti non protetti”.

 

In questo contesto diventa molto importante il ruolo del farmacista, che può guidare i pazienti verso il miglioramento della cura e l’aderenza alla terapia. Ma per farlo è cruciale la formazione. Manuela Bandi, direttore della Fondazione Muralti:

 

“Il fatto di avere una buona formazione, di poter parlare un linguaggio univoco tra professionisti sanitari, in questo caso con i medici e gli specialisti – ci ha spiegato – diventa una grande opportunità per il farmacista, che oggi è chiamato a domande sempre più specifiche e qualche volta anche un po’ insidiose, ma è una grande opportunità anche per il cittadino, che sa di poter aprire una delle oltre 2mila porte in Lombardia trovando le risposte giuste, date dalle persone giuste e adeguatamente formate”.

 

Oltre che di formazione, durante la presentazione del progetto Prendila a Cuore si è parlato di innovazione nella ricerca, portata avanti anche da Daiichi Sankyo, azienda che sostiene il progetto e che è guidata in Italia dal presidente e amministratore delegato Massimo Grandi.

 

“L’innovazione gioca un ruolo chiave in questo contesto – ci ha detto -. L’esempio pratico lo troviamo nella fibrillazione atriale, che è una patologia cronica che affligge l’anziano, generalmente 75enne costretto ad assumere più compresse al giorno: l’innovazione farmaceutica ha portato negli ultimi anni la classe dei nuovi anticoagulanti orali che permette al paziente di trattare la fibrillazione atriale con una sola compressa al giorno, favorendo quindi l’aderenza alla terapia rispetto ad altre posologie”.

 

Infine è decisivo anche il ruolo della comunicazione.

 

“La comunicazione – ha concluso il professor Agostoni – è un interscambio di informazioni tra medico e farmacista, con il paziente al centro, che si traduce in sinergia e collaborazione tra i diversi professionisti della salute oltre che in un impiego corretto dei farmaci a disposizione dei pazienti”.

 

Strategie che, insieme, possono portare all’obiettivo del sistema sanitario nel suo complesso di garantire cure sempre adeguate e protezione.

 

 

 

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