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All’insegna del multiculturalismo l’Anno Accademico Luiss 2019-20

Presidente Boccia: università luogo magico dove costruire futuro

Roma, 22 nov. (askanews) – Multiculturalismo, questo il concetto che caratterizza l’Anno Accademico 2019-2020 della Luiss aperto oggi a Roma nell’Aula Magna “Mario Arcelli” dell’università. Un tema più volte richiamato nel corso della cerimonia, aperta dal direttore generale della Luiss Giovanni Lo Storto, in particolare con la Lectio Magistralis dal titolo “Global citizenship today” di Kwame Anthony Appiah della New York University, che ben rappresenta lo spirito della Luiss, come sottolinea il Rettore Andrea Prencipe:

“Il tema, il filo conduttore dell’Anno Accademico 2019-20 della Luiss si incentra sul multiculturalismo. Abbiamo infatti invitato il prof. Anthony Appiah della New York University, che è uno dei massimi esperti di multiculturalismo e in particolare ha offerto, non solo all’accademia ma al mondo intero, una nuova idea di cittadino globale o di cosmopolita. Il cosmopolita è un individuo che affonda le proprie radici nella propria cultura nazionale ma, nello stesso tempo, è flessibile, aperto ad accogliere altre culture. Valorizza le altre culture, non le uniforma. Io penso che questo sia il fil rouge dell’azione strategica che il nostro Ateneo sta perseguendo: siamo sempre più internazionali, abbiamo un numero sempre più importante di studenti internazionali, di docenti internazionali e promuoviamo il sistema universitario italiano all’estero, tanto che – conclude – abbiamo affiancato al concetto di ‘made in Italy’, quello di ‘educated in Italy'”.

Dell’università come luogo importante per la formazione dei giovani, per lo sviluppo di una coscienza civile dei cittadini del futuro ha parlato il presidente della Luiss e presidente di Confindustria Vincenzo Boccia guardando anche alle sfide che attendono il Paese:

“Un messaggio Paese che da parte da una università. Noi abbiamo due grandi questioni davanti a noi: ridurre i divari tra persone e territori e riattivare l’ascensore sociale. Il primo si risolve con l’incremento del lavoro, il secondo puntando sulla formazione. L’università – sottolinea Boccia – diventa uno dei luoghi di formazione, non solo per costruire una coscienza civile degli studenti e dei giovani del futuro, dare loro strumenti per affrontare il mondo della complessità e delle professioni, ma costruire un aspetto importante che, attraverso la cultura, trasforma l’idea del Paese, aiuta i nostri giovani a riattivare l’ascensore sociale che dovrebbe essere una sfida del Paese. Un progetto di inclusione, un progetto di contaminazione di cui siamo particolarmente orgogliosi- conclude il presidente della Luiss -, di essere una delle punte avanzate del Paese insieme a tante università per costruire questo raccordo tra noi, i giovani e il futuro che rende meraviglioso il mondo dell’università, perché lo rende un luogo magico in cui si costruisce il futuro”.

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