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Impeachment Trump, Sondland: pressioni su Ucraina su suo ordine

L'ambasciatore in commissione Intelligence della Camera

Washington, 20 nov. (askanews) – “Abbiamo eseguito gli ordini del presidente”: Gordon Sondland, l’ambasciatore statunitense presso l’Unione europea, ha ammesso di aver fatto pressioni sull’Ucraina su ordine di Donald Trump. Lo ha detto davanti alla commissione Intelligence della Camera, che indaga per il possibile impeachment del presidente Usa, spiegando di aver lavorato con Rudy Giuliani e altri funzionari a una campagna di pressione sull’Ucraina per convincerla a indagare sull’ex vicepresidente Joe Biden “perché il presidente ci ordinò di farlo”.

“Ho seguito le indicazioni del presidente. Abbiamo lavorato con Giuliani perché ce lo ha chiesto lui. Non avevamo alcun desiderio di stabilire alcuna condizione agli ucraini”, ha aggiunto Sondland.

Sotto giuramento, l’ambasciatore statunitense ha confermato che il presidente Donald Trump non era interessato all’Ucraina, “ma solo alle grandi cose che lo riguardavano personalmente”, ovvero le indagini sull’ex vicepresidente Joe Biden.

“Mi opponevo fortemente alla sospensione degli aiuti” all’Ucraina, perché “gli ucraini avevano bisogno di quei fondi per combattere contro l’aggressione russa. Cercai di chiedere perché gli aiuti fossero stati sospesi, ma non ricevetti mai una risposta chiara.

“Non è un uomo che conosco bene, ma sembra un tipo a posto”, il lapidario commento di Trump, parlando di Gordon Sondland.

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