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Giornata diritti dell’infanzia: 1 bambino su 3 privato del futuro

Allarme di Save the Children per i 30 anni della Convenzione Onu

Roma, 20 nov. (askanews) – Trenta anni fa, il 20 novembre 1989, venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Questa data è rimasta storica e il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Da allora sono stati fatti enormi passi avanti per proteggere i bambini ma, come denuncia Save the Children, ancora 1 minore su 3 si vede negata la propria infanzia a causa di conflitti, violenze, povertà, discriminazioni e degli effetti dei cambiamenti climatici.

Oggi, nel mondo, 1 bambino su 5 vive in aree di conflitto e almeno 27 milioni di minori sfollati a causa della guerra non possono più andare a scuola; inoltre, più di 1 miliardo di bambini vive in contesti flagellati dalla povertà. Infanzia negata anche a tantissime bambine, spesso vittime di discriminazioni di genere: si calcola siano 120 milioni in tutto il mondo: 1 su 10 è stata vittima di stupro o di altri atti sessuali forzati e tra i minori costretti a entrare nei gruppi armati quasi 1 su 3 è una bambina.

Povertà, mancanza di opportunità e violenze riguardano anche i minori nel nostro Paese. In Italia oggi più di 1,2 milioni di bambini e ragazzi vivono in povertà assoluta, senza il necessario per condurre una vita accettabile e con gravissime ripercussioni sul loro futuro: un numero triplicato negli ultimi dieci anni. Save the Children, per i 30 anni della Convenzione, ha anche diffuso un video con un esperimento sociale in cui i bambini hanno messo alla prova i loro genitori, intervistandoli sui loro diritti. Per riflettere sulle conquiste fatte e sull importanza di continuare a lavorare perché ogni minore possa vivere pienamente la propria infanzia.

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