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Fiona May: Balotelli? Ingiusto attaccare qualcuno mentre lavora

Razzismo? In atletica non c'è: colore diverso è delle medaglie

Roma, 11 nov. (askanews) – Razzismo, indifferenza, pregiudizio. Fiona May, campionessa di salto in lungo, non ama parlare di razzismo nello sport. Soprattutto precisa che “il calcio è un mondo a sè”. E in merito all’episodio di discriminazione razziale verso Mario Balotelli, l’atleta britannica naturalizzata italiana, commenta:

“Nel mondo dell’atletica non c’è, non c’è spazio, non esiste…per noi un atleta è un atleta, l’unico colore diverso è quello della medaglia. Punto. Il calcio è uno sport a parte. Ci sono più soldi, il calcio tocca tutti gli angoli del mondo. Dalla massa esce fuori il bene e il brutto. E nel calcio sta crescendo, ma non parliamo solo dell’Italia. C’è anche in Belgio, in Inghilterra. Io, personalmente, mi sono stufata di parlarne perché ne abbiamo parlato troppo, serve un altro approccio”.

“Abbiamo i nostri pregiudizi, ma un giocatore di calcio che vuole fare bene il suo lavoro, non è giusto che qualcuno gli dia fastidio nel suo luogo di lavoro. Giocatore di calcio deve essere protetto, non ha un sindacato? Non è facile distinguere fra razzismo e chi ti vuol dare fastidio. Bisogna essere più furbi, andare un passo avanti e studiare un altro approccio”.

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