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Carboni suona “Ci vuole un fisico bestiale” con band di medici

Per campagna sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari

Milano, 22 ott. (askanews) – Tutto è partito lo scorso giugno, quando Luca Carboni ha lanciato attraverso i social un casting per medici esperti in malattie cardio-cerebrovascolari che sapessero anche suonare uno strumento. Il risultato è una band composta solo da cardiologi che ha realizzato questa versione inedita di uno dei più grandi successi del cantautore bolognese, per sensibilizzare sui temi della prevenzione di queste malattie, prima causa di mortalità in Italia e nel mondo, nell’ambito della seconda edizione della campagna “Il battito del cuore” promossa da Bayer.

“Sembrava una mossa un po’ rischio, non immaginavo che potesse venire fuori veramente un’offerta di medici-musicisti così bravi. È stato poi molto bello vivere insieme la fase di studio e abbiamo questa canzone, che fa parte della mia storia e che ho cercato di ritoccare pochissime volte, in una versione ritoccata completamente, risuonata insieme a loro, e quindi è venuta fuori un’opera nuova”.

Il video, registrato sul tetto del Policlinico San Martino di Genova, è un omaggio alle performance dei grandi della musica internazionale, come i Beatles o gli U2, ma ha soprattutto l’obiettivo, come sottolinea il responsabile General Medicine di Bayer Nordio Sandrin, di ricordare l’importanza di seguire le raccomandazioni del medico riguardanti le dosi, i tempi e la frequenza dell’assunzione del farmaco per l’intera durata della terapia:

“La gente non segue di solito quello che il proprio medico dice e poi ci sono un sacco di persone che non sanno di essere malate. Dei pazienti che hanno già avuto un evento, il 50% interrompe la terapia o non la prende nella logica che gli è stata consigliata dal medico quindi è evidente che una campagna di sensibilizzazione che vada a toccare questo elemento ha una grande importanza sull’effetto alla fine della terapia”.

In Italia più nove milioni di persone sono ad alto rischio di malattie cardiovascolari, le cui conseguenze fisiche sono importanti, tanto da ridurre l’aspettativa di vita di oltre sette anni.

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