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Novartis: triplo premio per l’innovazione al Prix Galien 2019

Prima volta che accade al "Nobel" della farmacologia

Milano, 8 ott. (askanews) – Triplo riconoscimento, prima volta in Italia, per l’innovazione Novartis all’edizione 2019 del Prix Galien, comunemente noto come il Nobel della farmacologia. Luigi Boano, direttore generale Novartis Oncology Italia: “E’ un motivo di grande orgoglio di un riconoscimento per tutta l’azienda per i grossi sforzi fatti in ricerca clinica, nella ricerca di base. E, soprattutto, un riconoscimento per tutte le persone che lavorano in Novartis Italia, che ogni giorno con il loro lavoro in modo costante fanno si di rendere disponibili questi farmaci innovativi per i pazienti”

Le tre terapie di Novartis rappresentano una svolta nel trattamento delle patologie oftalmiche, ematologiche e oncologiche. Nello specifico si tratta del farmaco Luxturna, una terapia genica il cui sviluppo è iniziato 20 anni fa a Philadelphia durato 20 anni per il trattamento di malattie ereditarie della retina associate a mutazioni del gene RPE65, che portano alla cecità legale il 50% dei pazienti entro i 16 anni di età. Stefania Bassanini Market Access Head Novartis Pharma: “Negli studi che hanno portato alla registrazione di questo farmaco, il 90% dei pazienti aveva un miglioramento della funzionalità visiva ad un anno, ma già ad un mese dal trattamento si erano osservati dei miglioramenti. La cosa molto importante è che questa è una terapia una tantum, viene fatta una volta sola e, ad oggi, abbiamo dei dati fino a sette anni e mezzo dalla chirurgia, che dimostrano che il beneficio viene mantenuto nel tempo”.

L’altro farmaco premiato nella stessa categoria di Luxturna, cioè medicinali per Terapie Avanzate, è Kymriah, prima terapia cellulare CAR-T al mondo indicata per leucemia linfoblastica acuta e per il linfoma diffuso a grandi cellule B. Nella categoria dei Farmaci per Sintesi Chimica invece è stato premiato il Kisqali, un inibitore della chinasi per il trattamento del tumore al seno avanzato.

“La cosa più importante – ha spiegato Boano – è che quando il farmaco viene usato come prima terapia nella fase metastatica della malattia può controllare la malattia stessa per quasi tre anni. Questo ha un grande impatto per la donna perché significa poter vivere una vita praticamente normale per tre anni e quindi con una qualità di vita assolutamente adeguata e normale per la donna stessa”.

I vincitori dell’edizione 2019 sono stati selezionati all’interno di una short list di 14 candidati e la premiazione è avvenuta a Milano.

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