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L’appello di Clooney a combattere la corruzione in Sud Sudan

L'attore a Londra accusa multinazionali, tycoon e uomini d'affari

Roma, 20 set. (askanews) – George Clooney lancia un appello alla comunità internazionale ad agire in Sud Sudan contro multinazionali, tycoon occidentali e intermediari che hanno approfittato della violenta instabilità politica del Paese per trarne profitto.

L’attore è intervenuto a Londra, durante una conferenza stampa dell’organizzazione The Sentry che ha co-fondato, chiedendo a Europa e Stati Uniti di intensificare gli sforzi contro la corruzione e il riciclaggio, parlando davanti alla moglie Amal, avvocatessa per i diritti umani, seduta in prima fila ad ascoltarlo.

Nel rapporto diffuso dall’organizzazione si accusano le grandi società di essere complici di politici e funzionari militari nel devastare il Paese. “Questi funzionari governativi non hanno agito da soli – ha spiegato Clooney – hanno ricevuto soldi, olio, trasporti, armi da un gran numero di persone e multinazionali da tutto il mondo che hanno tratto profitti da questa crisi. Tra loro ci sono anche giganti del petrolio cinesi e malesi, tycoon britannici e uomini d’affari Usa. Senza il loro sostegno – ha accusato – queste atrocità non sarebbero mai potute accadere su così larga scala”. “Queste persone – ha concluso l’attore – hanno il diritto di voler vivere senza essere stuprate, cacciate dalla loro terra, uccise. C’è stato un genocidio e ora continuano atrocità di massa”.

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