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Un “gruzzolo” di idee per la Roma del 2030

A cominciare da una legge speciale sul ruolo di Capitale

Roma, 19 set. (Askanews) – Un “gruzzolo” di idee per progettare la Roma del 2030, a partire da una legge speciale sul ruolo di Capitale che preveda un bilancio separato, a carico dello Stato, per coprire i costi derivanti dalle attività “nazionali” della Città Eterna, come quelli che derivano dalle 1600 manifestazioni sindacal e sociali si tengono a Roma ogni anno. E’ il senso del convegno “Roma 2030” che si è tenuto ieri alla Camera di Commercio di Roma alla presenza del Presidente Sergio Mattarella (la prima visita di un Capo dello Stao in una Camera di Commercio) per presentare la ricerca coordinata dal sociologo professor Domenico De Masi sul futuro della Capitale.

“Il primo risultato del convegno – dice Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, che ha promosso la ricerca – è proprio l’attenzione del Capo dello Stato, che ci ricorda che Roma non è solo la città dei romani, ma è la Capitale di tutti gli italiani. Questo responsabilizza noi romani che dobbiamo curare la città non solo per noi stessi, ma per tutto il Paese. La seconda cosa importante è stata verificare se il tema per lo sviluppo di Roma sono i soldi o le idee. In realtà il dibattito ha dimostrato che Roma è ricchissima di proposte e suggestioni che hanno l’obbiettivo di mantenere il rango di una grande città interessante per il mondo. E’ stata anche molto importante la presenza della sindaca Virginia Raggi alla quale abbiamo detto che siamo pronti a dare una mano. I prossimi appuntamenti saranno a breve una riunione dei grandi buyer internazionali ai quali presenteremo le novità turistiche e culturali di Roma e poi la nuova edizione della Maker Fair, il più grande evento europeo dedicato all’artigianato digitale, all’innovazione dal basso”.

“Nel 2030 – dice il professor Domenico De Masi, coordinatore della ricerca – ci saranno nel mondo 600 città con più di un milione di abitanti, ma solo una quarantina saranno vere ‘città mondo’, in grado di produrre idee, valori, stili di vita, indipendentemente dalla quantità dei loro abitanti: la Città del Vaticano, per esempio, ha solo mille abitanti, ma esercita un’influenza universale. Abbiamo raccolto un gruzzolo di buone idee sul futuro di Roma che sintetizzeremo e consegneremo ai politici sperando che ne prendano atto. Il primo problema da risolvere è separare il ruolo di Roma città e di Roma Capitale. Ci vuole una legge speciale che definisca il ruolo e il budget di Roma Capitale, come avviene nella altre capitali. E’ giusto che i romani paghino per l’organizzazione della loro città, ma è altrettanto giusto che i costi della Capitale siano pagati dallo Stato, cioè da tutti gli italiani”.

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