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Bce taglia, blocca tassi e riavvia acquisti di titoli di Stato

Draghi risponde a Trump: non perseguiamo obiettivi sui cambi

Milano, 12 set. (askanews) – La penultima decisiva riunione del direttorio Bce sotto la presidenza di Mario Draghi non ha deluso le attese. L’istituzione monetaria ha varato un ampio e consistente pacchetto di stimoli all’economia. Soprattutto ha subito riavviato il programma di acquisti di titoli di Stato, il Quantitative easing, che da novembre ripartirà al ritmo di 20 miliardi di euro al mese. E con uno schema aperto per la sua conclusione, dato che al momento è previsto “fin quando necessario, per rafforzare l’impatto accomodante dei tassi” e concludersi “poco prima” che l’istituzione inizi ad alzare i tassi.

La Bce ha tagliato, come ampiamente atteso, di 10 punti base il tasso d’interesse sui depositi che le banche commerciali parcheggiano presso la stessa istituzione, che da livelli già negativi calerà così al meno 0,50 per cento.

Confermato invece a zero il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento nell’area euro e allo 0,25 quello sulle operazioni marginali, livello che ora aggancia esplicitamente a una consistente risalita delle prospettive di inflazione a livelli “sufficientemente vicini” al 2 per cento.

Introdotte anche misure di salvaguardia a favore delle banche dalle ricadute negative dei tassi ultra bassi sui depositi: parte dell’eccesso di liquidità degli istituti verrà, infatti, esentato da questi tassi negativi. Infine, nell’ambito dei nuovi maxi rifinanziamenti agevolati a favore delle banche, la Bce ha nuovamente previsto che parte di questi prestiti

possano essere erogati a tassi negativi, fino a quello dei depositi, per le banche che mostrino di erogare prestiti all’economia reale oltre un certo livello.

Il presidente della Bce Mario Draghi, poi, sollecitato dai giornalisti ha risposto alle nuove critiche immediatamente piovute dal presidente Usa Donald Trump sulle nuove misure espansive dell’istituzione.

“La risposta è molto semplice – ha detto Draghi – abbiamo un mandato sulla stabilità dei prezzi e non perseguiamo obiettivi sui cambi valutari”.

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