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Nasce Popmove, cerchi e offri auto ‘on demand’

Arriva il primo Social Mobility Network

Roma, 24 giu. (askanews) – Nasce Popmove, il primo Social Mobility Newtwork che rivoluzionerà la mobilità: una community certificata e garantita dove è possibile condividere la propria auto, quando non la si usa, e trovarne una quando se ne ha bisogno. Un modello di mobilità circolare da cui potranno trarre benefici tutti.

La startup si celava dietro la misteriosa campagna teaser disruptive “Cercasi scambisti”, che per settimane ha tappezzato Roma con cartelloni “pop” dai colori sgargianti monopolizzati dall’insolito slogan, provocatorio quanto criptico, ora sostituiti dalle affissioni della campagna vera e propria.

Ma come funziona il servizio? I Popmover, che mettono a disposizione la propria vettura, acquisita con un contratto di noleggio a lungo termine Popgo, possono risparmiare sulla rata mensile condividendo sulla piattaforma Popmove un mezzo che altrimenti rimarrebbe fermo e inutilizzato; i Popdriver, invece, possono trovare esattamente il veicolo che cercano pagando solo per il tempo di utilizzo che ne fanno.

Attraverso la App Popmove (scaricabile da Play Store e Apple Store) si ha accesso al parco auto disponibile: dalle citycar ai Suv, dalle berline alle auto di lusso.

Alberto Cassone, ad Popmove, illustra l’obiettivo del progetto: “Popmove è una applicazione innovativa che ha l’obiettivo di cambiare la mobilità per i cittadini. Vogliamo creare il più ampio social mobility network, un grande aggregatore di persone che decidono di condividere la propria auto. Da un lato, quando non gli serve la possono mettere a disposizione; dall’altra invece di acquisirne una, possono decidere di non averne la proprietà ma di utilizzare l’ampia gamma di autoveicoli che sono sulla App, a portata di mano, in tutte le città d’Italia”.

“Stiamo cercando di creare una cultura del rispetto e della fiducia tra le persone. Uno dei problemi della sharing economy che vediamo è il fatto che spesso le auto che vengono messe a disposizione subiscono dei danni, furti o vengono utilizzate come se non fossero le proprie. Noi invece stiamo cercando di creare una cultura del rispetto sull’utilizzo delle vetture”.

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