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Fecondazione assistita, Aogoi: le linee guida scriviamole da soli

L'appello al ministro Grillo del segretario nazionale Chiantera

Milano, 13 giu. (askanews) – In Italia ogni anno circa 70mila coppie fanno ricorso alla procreazione medicalmente assistita, la cosiddetta Pma. In questi giorni, la Siru, Società Italiana della Riproduzione Umana, su delega del Ministero della Salute, sta lavorando alla stesura delle linee guida sulla gestione clinica dell infertilità. Per farlo, si è deciso di adattare al contesto italiano la proposta di linee guida inglesi del Nice (National Institute for Clinical Excellence). Una scelta che tuttavia, al di là dell’alto valore scientifico comunque riconosciuto a queste ultime, non mette d’accordo proprio tutti i ginecologi italiani.

Il parere di Antonio Chiantera, segretario nazionale dell’Aogoi, Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani.

“La Siru – ha spiegato il professor Chiantera – vuole ‘tradurre’ dall’inglese le linee guida del Nice, che sono linee guida datate, perché sono del 2013, probabilmente le staranno aggiornando però noi abbiamo a disposizione quelle del 2013, e calarle nella realtà italiana. Ma la realtà italiana è una realtà socio-economica differente dalle altre nazioni europee, americane o altro e la popolazione è differente, con propri problemi di obesità, genetici, di capacità riproduttive, di stress ossidativi che inficiano le nostre capacità riproduttive. Calare quindi una realtà straniera nella nostra, io non vedo perché questo deve avvenire”.

Dal canto suo, la Siru spiega che adattare, e non tradurre, al contesto italiano le Linee guida inglesi è la scelta più opportuna. Tuttavia i rappresentanti dell’Aogoi e altre associazioni di ginecologi continuano a dissentire e rilanciano: “Possiamo farlo da soli”.

“Mettiamoci tutti insieme – conclude Chiantera – la Siru, La Società italiana di ginecologia e ostetricia, l’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, l’Associazione Ginecologi Universitari Italiani, l’Agite (Associazione ginecologi del territorio), tutti insieme a fare le nostre linee guida. Nessuno diventi numero uno ma tutti con pieno spirito scientifico di collaborazione cerchiamo di sviluppare, nell’interesse dei nostri pazienti, delle nostre donne, ciò che è più utile a loro”.

La diatriba va avanti da tempo e dopo un primo tentativo, purtroppo caduto nel vuoto, Chiantera ha voluto reiterare un appello al ministro della Salute, Giulia Grillo.

“Avevo chiesto alla dottoressa Grillo, ministro della Salute un suo intervento; lo risollecito ancora: che ricomponga tutta questa meravigliosa componente scientifica del nostro mondo ginecologico, endocrinologico e andrologico, per farci mettere tutti quanti a lavorare insieme”.

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