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Martedì 23 Luglio 2019

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Appalti, Società Organismi di Attestazione promosse dalle imprese

Presentato il primo report annuale Unionsoa: "Utili al Paese"

Roma, 12 giu. (askanews) – Le imprese attive nel settore degli appalti promuovono le Soa, (Società Organismi di Attestazione), ritenendo importante che la qualificazione delle competenze venga fatta da un soggetto terzo e privato. E’ quanto è emerso da un sondaggio commissionato da Unionsoa, l’Associazione Nazionale Società Organismi di Attestazione, illustrato a Roma durante la presentazione di “Utili al Paese”, primo report annuale di Unionsoa.

Dal sondaggio realizzato da Quorum si evince che il 98,6% delle imprese operanti nel settore degli appalti pubblici considerano “molto importante” e “abbastanza importante” l’avere un’attestazione finalizzata a garantire la qualità delle opere e le competenze di chi le realizza. E questo viene riconosciuto maggiormente da quelle che partecipano con maggior frequenza ai bandi, con un organico maggiore e tra quelle che spendono di più per la copertura Car.

Il primo report è stato realizzato allo scopo di far luce sull’attività delle Soa – quelle attive oggi sono 17 e le associate Unionsoa rappresentano circa il 50% delle attestazioni in corso di validità – confrontarsi con le imprese e dare un contributo al dibattito pubblico affinché venga favorita sempre la trasparenza nel settore. Ha spiegato Tiziana Carpinello, presidente Unionsoa: “Dal report emerge che il mondo degli appalti pubblici ha considerato le Soa un soggetto importante in tutto il percorso che gli appalti pubblici hanno, dalla emissione del bando fino all’assegnazione della commessa”.

Tra gli altri dati, per il 93% delle aziende la presenza di un soggetto certificatore terzo rispetto alla pubblica amministrazione è stata riconosciuta “utile”, per l’88,5% è “necessario” un aumento di informatizzazione e innovazione digitale nel settore Soa, mentre la semplificazione e la sburocratizzazione del sistema di attestazione è importante per quasi il 99%. Inoltre, l’89,5% ritiene che l’accesso a banche dati pubbliche da parte delle Soa renderebbe il servizio più efficiente e il 94,2% che la creazione di un fascicolo virtuale contribuirebbe alla semplificazione. Secco il no a un ritorno al passato con un sistema gestito da soggetti pubblici (il 60% non favorevole). Un lavoro, quindi, quello svolto dalle Soa giudicato da oltre il 99% molto elevato, positivo e di alto profilo. “Oggi le Soa hanno un trend positivo per il fatto che noi ancora ci affidiamo al Dpr 207, lo sblocca-cantieri per noi ha cambiato poco se non il fatto di valutare 15 anni di requisiti anziché 10, ma per quanto ci riguarda la normativa oggi attraverso sia il codice che il Dpr 207, che il manuale Anac, ci consente di svolgere serenamente e in modo puntuale il nostro lavoro”.

Nel triennio 2016-2018 il numero di attestazioni Soa è calato di circa il 27% anche a causa della crisi. Ora si attende lo sblocca-cantieri, ma si deve fare di più ha detto Francesca Ottavi, Direzione legislazione opere pubbliche, ANCE: “Certo per far ripartire il settore occorrono provvedimenti che vadano più alla radice dei problemi e lo sblocca-cantieri in questo senso ne contiene solo una parte, non risolve tutte le criticità di fondo che andranno affrontate, ad esempio con la legge delega, che è in via di approvazione”.

E sulll’attività delle Soa ha aggiunto: “Quello che noi chiediamo è che si passi a una qualificazione che non guardi più a dati meramente quantitativi, come fatturato e lavoro analogo svolti nella storia passata dell’impresa, ma a requisiti reputazionali dell’impresa, ossia che dimostrino la loro onorabilità professionale nel tempo”.

E’ intervenuto tra gli altri anche l’avvocato prof. Alberto Zito, Consigliere del Ministero dell’Economia e delle Finanze che sulle prospettive di riforma del settore, alla luce delle recenti modifiche con lo sblocca-cantieri, ha spiegato: “L’obiettivo è quello di sbloccare i cantieri, far ripartire il mercato dell’edilizia e dei lavori pubblici è importante per il Paese, lo dice il ministro dell’Economia, il governo, Confindustria, l’Anci, quindi credo che alcuni importanti contributi li possa dare nella logica della semplificazione, fermo restando le garanzie che in un settore così delicato ci devono stare sempre”.

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