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The elevator, thriller psicologico italiano con Caroline Goodall

Il film diretto dall'esordiente Massimo Coglitore, dal 20 giugno

Roma, 11 giu. (askanews) – E’ stata una vera sfida il film d’esordio di Massimo Coglitore: “The elevator”, al cinema dal 20 giugno, è un thriller psicologico ambientato a New York, girato tutto in un ascensore, in lingua inglese. Una sfida vinta soprattutto grazie a due grandi interpreti: James Parks, attore di Lynch e Tarantino, e Caroline Goodall, attrice britannica che ha lavorato con Steven Spielberg, Ridley Scott, Garry Marshall. “The elevator” è un film sulla vendetta: un celebre presentatore tv viene bloccato e legato in un ascensore da una donna, che vuole torturarlo. Poco a poco si scoprirà il perché.

“Mi interessava entrare dentro la psicologia dei personaggi, infatti mi avvicino molto spesso anche con la macchina, per sentire proprio le loro ansie, le loro paure”, ha spiegato il regista.

Volevo proprio raccontare un dramma, raccontare una vendetta, raccontare lo scontro tra due persone che rappresentano anche un mondo in qualche modo: il potere e una donna normale.

Alla fine, durante il film spesso non si capisce chi ha ragione, e questa è la cosa che funziona, spero, vedendo il film”.

La sceneggiatura di “The elevator”, prodotto dall’italiana Lupin Film, è stata scritta da Mauro Graiani e Riccardo Irrera. Per coinvolgere il pubblico tutto si svolge in real time e la tensione si crea senza bisogno di mostrare la violenza. Caroline Goodall, che è stata, fra l’altro, una delle protagoniste di “Schindler’s list”, racconta come è entrata in questa avventura.

“Vivo anche in Italia, mio marito è un direttore della fotografia, l’ultima volta che ho girato a Roma era con Cliffhanger a Cinecittà, e Riccardo mi ha detto: ‘anche noi torneremo a Cinecittà’.

Ma di stare qui con anche, la sensibilità europea, la sensibilità italiana e soprattutto quando lui mi ha descritto come lui vuole fare, senza splatter, anche con un soggetto molto complesso, molto claustrofobico, dentro, è una sfida fantastica per una attrice, che non trovi mai. Così ho detto: ok, io sono qui. Ho messo il mio zaino e sono venuta a Roma”.

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