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La consapevolezza della pittura: Georg Baselitz all’Accademia

A Venezia una retrospettiva sull'artista tedesco

Venezia, 15 mag. (askanews) – I suoi ritratti capovolti sono celeberrimi e, ancora oggi, stupiscono per la semplicità rivoluzionaria della ribellione che veicolano. Ma Georg Baselitz è grande soprattutto per la padronanza e la consapevolezza della sua pittura, per la forma mentale della sua pittura, prima che per gli esiti finali. E questa sensazione si percepisce fortemente nella mostra che a lui è dedicata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, che mai prima d’ora avevano esposto il lavoro di un artista vivente. “Baselitz – Academy” indaga la relazione del pittore con la tradizione italiana, ed è curata da Kosme de Baranano.

“Questa è una retrospettiva sul ritratto – ha spiegato il curatore ad askanews – e anche una mostra su un processo, il processo dell’artista stesso che si dipinge da giovane, come studente a Berlino, e poi l’anno scorso a piazzale Roma. Abbiamo tre grandi stanze con pitture sul ritratto e quattro piccole stanze con disdegni riferiti alla tradizione italiana”.

Le pennellate di Baselitz hanno l’evidenza di un gesto creatore e alcuni suoi colori, come certi blu, hanno in sé una misura di definitività che è cifra stessa della tecnica che diventa atto creativo. E quando chiediamo a Kosme de Baranano che cosa la mostra ci dice sullo stato complessivo della pittura, la sua risposta è storcizzata:

“Che la pittura è viva, arriva dalle caverne del Neolitico e siamo qui al 2019 e si vede che la pittura continua a vivere, soprattutto con grandi genii come Baselitz”.

La mostra a Venezia, inaugurata in contemporanea con la Biennale d’arte e sostenuta da Gagosian, resta aperta al pubblico fino all’8 settembre.

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