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Banor: per aziende con buona governance costo del debito scende

Ricerca col Politecnico di Milano su rating Esg e bond

Roma, 15 mag. (askanews) – Le aziende più attente ai temi ambientali e sociali, e soprattutto quelle con una buona governance, riescono a trovare capitali sul mercato ad un costo più basso.

E’ quanto emerge da uno studio promosso da Banor sim in collaborazione con il Politecnico di Milano che si concentra sul mercato dei bond dopo aver analizzato l’anno scorso la correlazione tra rating esg e titoli azionari.

La ricerca rivela che l’attenzione delle aziende a questi criteri ha iniziato ad impattare positivamente anche sulle performance delle obbligazioni, come spiega l’amministratore delegato di Banor sim Massimiliano Cagliero.

“L’altro anno avevamo presentato uno studio sulla parte azionaria, le performance azionarie delle società con rating esg elevato rispetto a quelle con rating più basso, da anni l’andamento delle aziende con rating esg più elevato è migliore di quelle con rating esg più basso. Invece questo discorso sulla parte del debito è un discorso molto più recente. Quindi effettivamente le aziende che rispecchiano i criteri esg, e soprattutto la parte governance, perché tra i rating esg quello molto più rilevante degli altri due sulla parte finanziamento è la parte governance, riescono a finanziarsi, recentemente negli ultimi anni, a dei tassi migliori”.

Ma come si misura la qualità della governance di un’azienda? Lo spiega il professor George Serafeim della Harvad Business School, uno dei massimi esperti mondiali di investimento responsabile.

“E’ una grande questione e credo che contenga almeno due elementi – dice – Uno di questi è comprendere il consiglio di amministrazione e come lavora. Se ha i giusti incentivi e i giusti componenti. Se i consiglieri hanno le giuste competenze e sono indipendenti dal management. Questo è un pezzo del puzzle. L’altra parte importante sono gli incentivi e il tipo di incentivi che vengono forniti ai vertici aziendali, al management operativo e a tutta l’organizzazione”.

“L’altro elemento che aggiungerei è la trasparenza. Trasparenza sugli elementi di cui abbiamo detto e trasparenza sull impatto che l’azienda sta avendo sia in termini di creazione di valore sia in termini di contributo alla società. Infine il tipo di comunicazione che l’azienda ha con tutti gli stakeholder è un altro elemento importante di una buona governance”.

Altro elemento di novità è che i criteri esg stanno diventando sempre più importanti nelle scelte di investimento. E sempre più asset manager li stanno incorporando nelle loro valutazioni.

“Ci sono degli asset manager che sono veramente convinti e ci credono veramente nel discorso degli esg – sottolinea Cagliero – o perché ci credono veramente come principi o perché si rendono conto che investendo nel mondo degli esg hanno dei rendimenti migliori. E sono quelli che lo fanno seriamente, vanno ad analizzare le aziende vanno ad incontrare il management, incorporano nella valutazione dell’azienda i criteri dell esg. Ci sono dopo dei fenomeni che scompariranno, e la stessa cosa si è verificata negli Stati Uniti, di asset manager che dicono che fanno l’esg perché è una cosa di moda. I famosi fenomeni del green washing quando con una pittata di verde uno dice che va tutto bene. Questi secondi fenomeni, che sono abbastanza patologici nel mondo dell’esg, non sopravviveranno. Quindi sopravviveranno gli asset manager che veramente credono che l’attenzione ai criteri esg è un attenzione che è arrivata per rimanere, cioè non è una moda passeggera”.

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