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Anedda (Cnpadc): a investitori serve stabilità, Tria è garanzia

Presidente a workshop Ambrosetti: sentiment non positivo

Cernobbio (CO), 5 apr. (askanews) – Gli investitori istituzionali hanno bisogno di certezze e di stabilità politica e la messa in discussione in queste ore del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, non aiuta. A dirlo è Walter Anedda, presidente della Cassa nazionale di Previdenza dei dottori commercialisti, presente alla prima giornata dei lavori del workshop Ambrosetti a Cernobbio, da cui non sembrano arrivare segnali di ottimismo.

“Ad ascoltare gli interventi, se qualcuno voleva dare qualche filo di speranza credo che sia morta all’istante, nel senso che purtroppo il sentiment è tutt’altro che positivo sotto tutti i parametri e questo sia in ambito europeo che in modo particolare per il nostro paese. La cosa non può che maggiormente preoccupare quelli che sono gli investitori istituzionali e le casse di previdenza sono degli investitori istituzionali privilegiati all’interno del nostro Paese”.

E una crisi politica, innescata da una possibile uscita del ministro Tria, aggraverebbe ulteriormente la situazione. “Tra quelle che sono le previsioni per il futuro in termini di potenzialità negativa c’è anche quella di non tenuta del Governo e della crisi che comunque seppur sottotraccia continua a esserci. Gli investitori hanno bisogno di certezze e il fatto stesso che si metta in dubbio la posizione come quella del ministro Tria chiaramente riduce ancora di più queste certezze, oltretutto un ministro che fino ad oggi ha rappresentato, seppur con qualche difficoltà, una certa garanzia di sostenibilità del nostro paese”.

Sostenibilità che le casse di previdenza private da sempre garantiscono. “Le casse oggi hanno un patrimonio superiore agli 85 miliardi di euro e rappresentano una realtà importantissima di questo paese anche per quello che oggi sono considerati dagli altri investitori – ha spiegato Anedda – Un investitore straniero chiaramente sta molto attento a quello che fa l’investitore italiano e le scelte che andiamo a fare tengono conto e dovranno tenere conto di elementi di stabilità che oggi purtroppo ancora non ci sono”.

Bene l’attenzione del Governo per favorire gli investimenti con il varo del Dl Crescita ma la norma sui Pir, i piani individuali di risparmio, volta a dare una maggiore spinta al venture capital non convince Anedda.

“Leggere che oggi l’esenzione fiscale su certi investimenti è subordinata al raggiungimento di quote di investimenti in venture capital molte elevate aumenta il rischio di investimento e quindi poi difficilmente gli enti di previdenza riescono a investire, salvo poi essere bacchettati dalla Corte dei Conti o dagli stessi ministeri per aver fatto delle scelte assolutamente ad alto rischio”.

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