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GratzUp lancia un sistema autonomo di sterilizzazione dell’acqua

Tecnologico e sostenibile, prime applicazioni in Ruanda

Milano, 26 mar. (askanews) – Un impianto autonomo a energia solare per la sterilizzazione dell’acqua che sta per essere implementato in Ruanda. E’ stato presentato a Milano “G-Plant”, progetto della start-up di impact investing GratzUp, che è nata con l’obiettivo di contribuire a risolvere il problema globale dell’accesso all’acqua sicura. Mauro Gazzelli, fondatore e amministratore delegato della società, ci ha raccontato la genesi dell’intero progetto.

“Ho pensato di costruire un piccolo autoclave portatile – ha detto ad askanews – perciò lavorando su pressione e temperatura sapevo che era possibile sterilizzare l’acqua e renderla sicura per chiunque in qualunque condizione”.

Nel mondo, infatti, oltre due miliardi di persone non hanno accesso ad acqua sicura e ogni anno questo problema causa 840mila morti.

“All’inizio – ha aggiunto Gazzelli parlando della G Bottle – doveva essere una semplice bottiglia munita di una valvola, in grado di stabilizzare la pressione interna e in questo modo stabilizzare la temperatura interna a 138,5 gradi. A questo tipo di pressione e temperatura si ottiene un completo ciclo di sterilizzazione. Questa è l’origine dell’oggetto, una bottiglia sterilizzante, che poi è diventata un biberon e poi è diventata e sta diventando tutta una serie di nuovi prodotti che sono l’evoluzione naturale del concetto”.

Nel 2019 il progetto di GratzUp diventa concreto in Ruanda, dove due diverse tipologie di impianto, di cui una senza collegamento alla rete elettrica, verranno attivate in una scuola e in un ospedale del Paese africano.

“Il nostro obiettivo – ha concluso Mauro Gazzelli – è dimostrare quanto può essere implementata la salute di queste persone se utilizzano acqua sicura. Nell’impianto, nello specifico, dell’ospedale, lavoreranno le bottiglie nella configurazione di biberon per i bambini, perché il sistema durante il suo processo sterilizza l’acqua, la bottiglia, e qualunque oggetto tu inserisca all’interno. Perciò diventa di fatto la possibilità di avere un biberon sterile in un Paese nel quale la sterilizzazione non è una cosa molto semplice da ottenere”.

Al progetto hanno preso parte università e centri di ricerca, oltre che il designer Giulio Iacchetti, che ha firmato la bottiglia e la tanica. Al termine della fase pilota del progetto è già pronto un piano di installazione su vasta scala per altri Paesi africani e asiatici.

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