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Via della seta, Conte: intesa con Cina ma rispettiamo regole Ue

"Si firma memorandum, non è vincolante"

Roma, 15 mar. (askanews) – Sì all’intesa con la Cina sulla Via della Seta ma senza vincoli e soprattutto pretendendo di rispattare le regole dell’Unione Europea. Lo ha assicurato il premier Giuseppe Conte, parlando davanti a palazzo Chigi dopo il vertice sul memorandum Italia -Cina. “Si firma il memorandum ovviamente che è un accordo quadro non vincolante, non è accordo internazionale e sarebbe stato anche un po eccentrico non partecipare a questo progetto infrastrutturale che richiama la Via della Seta”, ha spiegato Conte.

Il memorandum non mette a repentaglio asset strategici, ha spiegato Conte. “Una cosa è la tutela degli asset strategici, una cosa la sottoscrizione di un accordo programmatico non vincolante. Sottoscrivendo il memorandum non mettiamo a repentaglio nessun asset strategico”.

La Lega intanto ha fatto sapere che sull’intesa con Pechino sono in corso verifiche perché “prima viene la sicurezza degli Italiani, poi l’interesse economico”. Il premier ha voluto tuttavia minimizzare le divisioni nel governo sulla questione Italia-Cina.

“Io lo so che i giornali ci descrivono in lite furibonda, ma in realtà quando ci sediamo al tavolo il confronto è sereno tra persone ragionevoli. L’obiettivo è sottoscrivere accordi che siano a tutela degli interessi nazionali”, ha dichiarato.

La Via della Seta sarà compatibile con gli standard Ue, ha concluso il capo del governo

“All’Unione europea non devo dir nulla perché anche l’ultima dichiarazione era molto più serena e tranquilla. L’Italia, dei tredici Paesi che hanno già sottoscritto il memorandum Italia-Cina e quindi hanno già aderito al progetto infrastrutturale della Via della Seta, è l’unico che ha preteso e imposto, rispetto alla versione originaria del memorandum elaborato dala parte cinese, il richiamo diffuso e puntuale dei principi e delle regole europee. L’Italia ha una forza propulsiva per quanto riguarda gli standard europei e dà un contributo a tutta l’Ue affinché questa infrastruttura sia compatibile e adeguata agli standard europei”.

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