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Baku, un hub portuale per la nuova Via della Seta

Presente l'italiana DBA group, opportunità per altre aziende

Baku, 12 feb. (askanews) – Un hub sulla nuova Via della Seta, che non sia solo punto di transito: con questo obiettivo a Baku, in Azerbaigian, si lavora per completare il progetto di un nuovo porto, integrato da una ‘free zone’, zona speciale a fiscalità zero per le aziende che vi opereranno.

E dentro questa zona “bisogna creare un cluster italiano, coinvolgere molte aziende italiane”, dice il direttore generale del Porto di Baku, Taleh Ziyadov. Una società italiana è già protagonista: si tratta di DBA Group, incaricata dell’automatizzazione della logistica. Il direttore commerciale estero Marco Politi illustra l’enorme valore e potenziale del progetto.

“E’ un porto che si doterà presto anche di una zona economica speciale, una free zone, e prevede sviluppi importanti, perché le tratte terrestri che utilizzano la ferrovia, poi le navi per passare il Caspio, poi di nuovo la ferrovia, poi le navi per attraversare il Mar Nero, si propongono come vie alternative al percorso marino. Con il grande vantaggio di richiedere dagli 11 ai 15 giorni per fare arrivare la merce in Europa, sia del Sud che del Nord, rispetto ai 30-45 che ci vogliono per nave”.

Ma il focus, evidenzia il direttore del porto, non è solo il transito delle merci: il vero obiettivo “è dare ulteriore valore e riesportare”. Da qui la decisione di creare una zona economica speciale ad Alat, 65 chilometri da Baku, seguendo una logica lungimirante ma molto semplice: dalla Cina un container arriva in sei giorni, in due giorni si può dare un valore aggiunto e ri-esportare. Approfittando della posizione strategica della capitale azerbaigiana, da dove partono i collegamenti per l’Europa, la Russia, l’Iran: Ovest, Nord, Sud e poi Est. Un crocevia sulla rotta inaugurata da Marco Polo e rilanciata dall’inziativa Belt and Road promossa dalla Cina.

E da Baku arriva l’invito alle aziende italiane a partecipare a questo nuovo progetto. Marco Politi conferma: le possibilità non mancano. E potrebbero aumentare. “Ci sono varie opportunità, sia di partecipazione ai grandi progetti della Bri, sia per la progettazione prima e la realizzazione poi di strade, di ferrovie, del potenziamento del porto, che ha finito adesso la fase uno: ed è prevista una fase due e una fase tre.

E’ prevista la possibilità per le aziende italiane di essere presenti e offrire prodotti e servizi, ma anche per tutte quelle aziende italiane che porteranno beneficiare della tassazione favorevole e degli aspetti legislativi della nuova zona economica. Aziende che potranno prevedere di insediarsi nella zona economica del porto di Baku e da lì servire tutta la zona dell’Asia centrale”.

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