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Brizzi: “Modalità aereo” film su amicizia, con eco su mie vicende

Dal 21 febbraio, con Lillo, Ruffini, Abbrescia, Violante Placido

Roma, 12 feb. (askanews) – Nel nuovo film di Fausto Brizzi, “Modalità aereo”, Paolo Ruffini interpreta un imprenditore di successo che lascia nel bagno di un aeroporto il telefonino che contiene tutta la sua vita e i suoi segreti. Lillo e Dino Abbrescia, addetti alle pulizie, lo trovano e per 24 ore fanno una vita da nababbi e diffondono falsi tweet dal suo account. L’imprenditore viene travolto da uno scandalo, potenziato dai media. Una vicenda che ricorda in qualche modo quella che ha travolto il regista, che, a pochi giorni dall’archiviazione delle accuse di violenza sessuale a suo carico, spiega:

“Il soggetto è nato prima, precedente all’ultima annata, poi è chiaro che facendolo qualche eco è entrata di sguincio, in una storia che parla di tutt’altro, insomma. Alla fine i film finiscono sempre per riecheggiare qualcosa di sé. Mi è successo anche con Notte prima degli esami che riecheggiava proprio i miei esami di maturità.

Alla fine è venuto fuori un film disneyano, comico, sull’amicizia, e quest’anno era importante per me fare un film sull’amicizia”.

In “Modalità aereo” l’amicizia, infatti, salverà il protagonista. Nel film prodotto da Luca Barbareschi, nei cinema dal 21 febbraio, Violante Placido interpreta una hostess e Caterina Guzzanti la moglie di Lillo. A proposito dei danni che possono causare telefonini e social network, regista e interpreti dicono: “In qualche modo il mio inconscio si salvaguarda e me lo fa perdere continuamente, quindi è un modo per restare un po’ libera e leggera e anche un po’ più in contatto con me”.

“Lasciando un attimo il telefonino ci si può accorgere della vita, no? Che è fatta di dinamiche e di tecnologie pazzesche che nessun social può farti riscoprire, tra cui il sociale, il rapporto sociale e non social, con degli amici che trovi non mettendo un like ma che trovi nella vita vera”.

“L’attività sui social è un’attività dove non sai come muoverti perché sei costretto ad autocensurarti continuamente, se pensi una cosa, casomai un po’ ironica, sarcastica, la scrivi e poi pensi: però non è chiaro, ci metto una faccina. Perché vuoi essere chiarissimo altrimenti ti uccidono. In qualche modo i social sembrano avere una loro verità, una loro vita, ma così non è. Io spero che questo film aiuti le persone a capire che spesso la vita va messa in modalità aereo”.

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