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Pupi di Surfaro, il new combat folk siciliano premiato da Amnesty

"Gnanzou" canzone dedicata alle vittime del Mediterraneo

Roma (askanews) – Vengono dalla Sicilia “I pupi di Surfaro”, il gruppo che ha vinto il Premio “Voci per la libertà” di Amnesty International con il brano “Gnanzou”, in concerto il 13 dicembre all’Auditorium Parco della Musica. La musica di Totò Nocera, Pietro Amico e Salvo Coppola parte dalla tradizione popolare siciliana poi contaminata con rock, rap, jazz: un’esplosione di energia racchiusa nel loro disco “Nemo profeta”. Il cantante spiega: “L’obiettivo era trovare un linguaggio, non solo un suono, contemporaneo e possibilmente innovatico, provocatoriamente innovativo ma che rappresnetasse la Sicilia, la nostra sicilianità forte, marcata, ma nel nostro tempo”.

Il gruppo definisce la sua musica new combat folk e l’impegno sociale e politico per il gruppo è fondamentale. “Anche questa cosa secondo me noi l’abbiamo un po’ ereditata dalla musica popolare, che è una musica molto legata alla vita quotidiana e non solo, anche ai grandi fatti storici, fenomeni storici e politici raccontati dal basso. ‘Le mie parole so’ bombe’ è un pezzo che è un po’ il nostro manifesto: le nostre parole, la nostra musica, i nostri strumenti, sono delle bombe, quindi le nostre armi”.

E a proposito di impegno il pezzo che ha vinto il premio di Amnesty International tocca un tema di grande attualità. “E’ dedicato alle vittime del mar Mediterraneo, parla di integrazione e di accoglienza da un lato, dall’altro lato invece parla di tanti anni e secoli di sfruttamento del mondo occidentale a Paesi che si definiscono, si definivano sottosviluppati, quindi parla di imperialismo e colonialismo spietato e irragionavole che adesso hanno creato una situazione veramente difficile da gestire”.

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