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Mercoledì 16 Gennaio 2019

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Open Fiber, rete in fibra capillare necessaria a sviluppo 5G

Bonannini: siamo soggetto abilitatore, fare sistema

Roma, (askanews) – Il 5G apre nuove opportunità e nuovi mercati per le imprese delle telecomunicazioni. In Italia le aziende hanno creduto molto nello sviluppo di questa tecnologia con investimenti enormi per le frequenze. Ma quale sarà il paradigma che sceglieranno per il 5G? E l’Italia riuscirà ad essere leader in Europa? Se ne è discusso a un convegno organizzato da Digital 360. Al centro il tema delle infrastrutture perché saranno proprio le reti quelle che consentiranno all’Internet delle cose, all’intelligenza artificiale, ai big data e al blockchain di funzionare.

A parlarne Simone Bonannini, direttore commerciale e marketing di Open Fiber che ha messo in evidenza come solo una rete in fibra capillare possa consentire al 5G di dispiegare al meglio le sue potenzialità. “Il 5G, ed è emerso anche dal convegno di oggi, è una rete fissa, non è una rete mobile. Sappiamo che potrà funzionare solo con una rete in fibra ottica pervasiva almeno fino alla base di ogni antenna. Per avere capacità ulteriore sulla parte del servizio, ovviamente gli operatori devono condividere altre infrastrutture. Quindi Open Fiber nas ce con il cosiddetto modello wholesale only per essere quel soggetto abilitatore che investe al posto di altri, almeno nella parte di infrastruttura che è quella che può essere condivisa. Questo è quello che facciamo e vogliamo fare e credo che se facciamo sistema con tutti gli altri operatori, riusciremo a rimettere l’Italia al centro delle telecominucazioni europee sul 5G su una tecnologia dove siamo non un passo indietro rispetto agli altri”.

Con il suo modello di sviluppo di operatore all’ingrosso nato per portare la fibra fino alle abitazioni anche in zone più difficili da raggiungere o dove altri operatori non hanno interesse a investire, Open Fiber è diventata un modello di studio per altri paesi e per le aziende di altri paesi: “Con Open Fiber siamo esportatori di un modello, wholesale only. Ci guardano tutti perchè un progetto di questo fiber to the home su questa scala in Europa, non ha eguali e fatto da un soggetto neutrale. Sono venuti soggetti pubblici e privati di Germania, Inghilterra, Francia, Irlanda e Islanda. Ci guardano con estrema attenzione perchè sanno che se il modello funziona in Italia sarà possibile replicarlo in paesi in cui le condizioni di contorno sono più semplici. Quindi con soddisfazione almeno su questo punto l’Italia è all’avanguardia. Non dobbiamo perdere questo treno”.

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