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Food: è umbro il primo olio al mondo con certificazione del DNA

Brevetto del Cnr-Ibbr di Perugia: mappate tutte le cultivar

Perugia (askanews) – Un test del DNA per garantire al consumatore un olio extravergine di oliva 100% italiano. Nasce in provincia di Perugia, il progetto che ha portato al primo olio di oliva al mondo con una certificazione sul DNA; a volerlo: l’azienda agricola Castello Monte Vibiano Vecchio, a realizzarlo il laboratorio dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Cnr di Perugia che ha ottenuto il brevetto. “Dopo tanti anni siamo riusciti a realizzare un brevetto nazionale per l’estrazione del DNA da olio, che non può essere simulato da nessuna attuale kit in commercio – dice Giuseppe Cultrera, ricercatore del Cnr-Ibbr di Perugia – E dal punto di vista genetico siamo riusciti a sviluppare marcatori molecolari di ultima generazione che ci consentono di poterli applicare sul DNA provenienti dalla matrice grassa”.

Il Cnr ha effettuato una mappatura mondiale del DNA delle diverse cultivar da confrontare poi con i frammenti estratti dall’olio da certificare. In questo modo, grazie al test molecolare, è quindi possibile ricostruire la reale provenienza delle olive: una garanzia per il consumatore, ma, prima, anche per la stessa azienda produttrice che può concretamente e in tempi rapidi verificare la provenienza dei materiali conferiti.

Lorenzo Fasola Bologna, proprietario di Castello Monte Vibiano Vecchio.

“Noi abbiamo la nostra produzione con le nostre 15mila piante – spiega Lorenzo Fasola Bologna, titolare della Castello Monte Vibiano Vecchio – Ma abbiamo creato anche un protocollo, chiamato appunto Protocollo Monte Vibiano, con il quale gli altri produttori che ci danno le olive devono rapportarsi. E una delle cose essenziali che facciamo, per nostra sicurezza e per la sicurezza del consumatore finale, è la certificazione del DNA. Per essere sicuri che le olive che arrivano siano davvero “leccino”, “frantoio” “moraiolo”, e che non sono invece quelle provenienti dalla Spagna o dalla Grecia o Tunisia. E così dare una certezza a noi stessi e al consumatore finale che l’olio sia 100% umbro e italiano”.

La prima certificazione molecolare a livello mondiale di un olio è stata annunciata al Castello Monte Vibiano Vecchio con una raccolta nottura delle olive.

Una festa, certo, ma anche un grido d’allarme verso una altra grave criticità che minaccia le produzioni di oro verde: il cambiamento climatico e le temperature sempre più alte nei periodi di raccolta. “Il mondo sta cambiando: del caldo e dell’innalzamento delle temperatre chi lavora la terra se ne accorge prima di altri – sottolinea Fasola Bologna – Ricordo trenta anni fa che quando si raccoglievano le olive si faceva il fuoco per riscaldarci. Oggi che è notte potremmo anche stare senza la giacca. E’ bello, perché è affasciante, con la raccolta notturna faremo una limited edition. Ma c’è dell’altro: oltre i 15 gradi determinati enzimi cominciano a trasformarsi e ad avere una fermentazione”.

La certificazione genetica dell’olio segue un altro progetto innovativo lanciato nell’ottobre del 2008, la “360° Green Revolution” che ha fatto della Castello Monte Vibiano Vecchio la prima azienda agricola al mondo ad emissioni zero di CO2 ottenendo la certificazione UNI ISO 14064.

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