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Amd: Conoscere i dati essenziali per migliorare cure del diabete

Medici diabetologi presentano i nuovi Annali

Roma, 8 nov. (askanews) – Conoscere meglio per curare meglio. Questa, in sintesi, la direttrice su cui si muove la diabetologia italiana, un settore all’ avanguardia che offre una qualità delle cure ai massimi livelli. Se ne è parlato a Roma in occasione del IX Convegno Nazionale di Fondazione AMD (Associazione medici diabetologi) che ha presentato i suoi nuovi Annali. Askanews ha sentito a tale proposito il presidente di Amd, Domenico Mannino. “Lo stato dell’arte è abbastanza soddisfacente. Nel senso che i pazienti, le persone con diabete in Italia hanno a disposizione una rete di assistenza diffusa su tutto il territorio. Certo con delle situazioni ancora a macchie di leopardo però sono assistite ottimamente e dal punto di vista dell’assistenza farmaceutica hanno piena disponibilità di tutti i farmaci”. Quanto agli Annali, spiega Mannino, rivestono una grande importanza. “Il ruolo è quello di migliorare la qualità della cura. Costituiscono una fotografia periodica che noi facciamo ormai da oltre 12 anni del modello di assistenza che noi utilizziamo con i pazienti e ci hanno consentito nel tempo di verificare che c’è un miglioramento progressivo perché costituiscono una sorta di confronto non solo nei confronti del sistema sanitario ma anche nei confronti delle singole realtà locali che possono verificare i loro comportamenti e quindi mano a mano individuare le aree di criticità e migliorare”.

Un tema, quello della raccolta e organizzazione dei dati attraverso gli Annali, su cui ha posto l’accento anche Nicoletta Musacchio, presidente della Fondazione Amd. “Questo progetto ci permette di andare a fare una fotografia molto precisa di quella che è la performance della diabetologia specialistica in Italia. Abbiamo milioni di dati relativi a 10 anni di raccolta dei più importanti servizi di diabetologia italiana, ben 222 e con una popolazione seguita di quasi 500mila persone. Noi siamo riusciti a creare come unica società scientifica una banca dati ricchissima che ci dà informazioni molto importanti”. Tutto ciò, aggiunge Musacchio, si lega alle nuove tecnologie, alle cosiddette Intelligenze artificiali. “La medicina sta diventando una medicina digitale. Siamo di fronte alla cultura dei big data, quindi un mare magnum di informazioni che in qualche modo dovremo imparare a gestire molto meglio attrezzandoci con strumenti che esistono. Questi strumenti nuovi che sono le intelligenze artificiali ci proietteranno davvero nel futuro. Con queste nuove intelligenze riusciremo a fare delle predizioni, cioè leggendo i dati nel loro insieme, sono in grado di tirare fuori conoscenza nascosta, clinica nascosta di cui adesso non eravamo neanche a conoscenza, identificare un problema, fare delle simulazioni e quindi orientare verso scelte terapeutiche di diversa natura”. Una vera medicina di prevenzione che è alla base di una medicina di precisione e di cura personalizzata che è alla base del successo della terapia in particolare per il diabete”.

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