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Martedì 16 Ottobre 2018

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“Soldado”, Sollima: in America ho portato il mio sguardo amorale

Da 18 ottobre lotta tra Cia e narcotraffico con Del Toro e Brolin

Roma (askanews) – Il film del suo debutto americano ha incassato quasi 80 milioni di dollari, ora Stefano Sollima presenta con orgoglio a Roma “Soldado”, nei cinema italiani dal 18 ottobre. Il regista della serie “Gomorra” e “Romanzo criminale”, ma anche di “ACAB” e “Suburra”, ha diretto Josh Brolin e Benicio Del Toro in un action thriller ambientato tra il confine messicano e quello degli Stati Uniti, dove la lotta della CIA al narcotraffico non ha regole, e dove il nuovo business è rappresentato dal traffico dei migranti.

Il confronto con la grande macchina produttiva americana poteva essere difficile ma Sollima spiega:

“Il regista non ha il controllo operativo del progetto, fino alla fine, cosa che invece qui in Europa è più facile che accada. E la cosa che mi è piaciuta di più dell’esperienza, oltre che da regista abbia avuto a disposizione un sacco di giocattoli, ha eccitato il mio lato infantile, forse il più grande risultato è che io oggi vedo il film ed è un mio film”.

I protagonisti di “Soldado” sono due antieroi, con più ombre che luci, in un mondo senza vincoli morali. E Sollima definisce così lo sguardo sulla realtà che caratterizza il suo film: “Uno sguardo amorale nel racconto e una rappresentazione se vuoi di un mondo vero, reale, fatto senza nessuna timidezza. Che è una cosa che ovviamente ha colpito anche loro, cioè è un tipo di cinema che non fanno neanche gli americani”.

L’esperienza con due attori come Brolin e Del Toro per Sollima è stata esaltante: “E’ stato difficile per me gestire il fan, perché all’inizio li vedevi e dicevi, ‘vabbè, dai, non è vero, sto parlando con Benicio Del Toro’ e gli spieghi pure le cose che deve fare. Riandavo sul monitor, lo vedevo sullo schermo e dicevo: ma guarda che faccia, ma quanto è fico. E poi gli dicevo: senti, però, ma se invece facciamo così… E lui: ‘sì certo’. E alla fine m’ha dato anche retta”.

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