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Martedì 16 Ottobre 2018

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Emergenza Soyuz, le immagini dell’equipaggio in salvo

La navetta Soyuz atterrata in emergenza nel Kazakhstan

Zhezkazgan, Kazakhstan (askanews) – Eccoli il cosmonauta russo Alexei Ovchinin e l’astronauta americano Nick Hague, sani e salvi dopo la disavventura vissuta al momento del lancio nello Spazio della loro navetta Soyuz Ms-10 diretta alla Stazione spaziale internazionale, costretta ad abortire il decollo 2 minuti e 45 secondi dopo il lancio, a causa di un problema al secondo stadio del razzo. La navetta, impossibilitata a raggiungere l’orbita, ha attivato la procedura di emergenza che prevede il distacco dal vettore e il rientro sulla Terra con una traiettoria balistica.

“È stato un volo veloce”, ha commentato scherzando con il centro di controllo il cosmonauta Ovchinin. Era dal 1975 che non si verificava un caso del genere, previsto in ogni caso dai protocolli di sicurezza.

L’incidente, tuttavia, ha costretto la Roscosmos a sospendere tutti i voli verso la Iss, sia con equipaggio sia cargo e avrà un impatto sui tempi delle future missioni e anche sulle attività, comprese le previste missioni extraveicolari, a bordo dell’Iss dove al momento ci sono solo 3 persone al comando dell’astronauta tedesco dell’Esa, Alexander Gerst.

Bisogna infatti capire cosa è accaduto per evitare che simili incidenti si possano ripetere in futuro, come ha sottolineato il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Roberto Battiston, in un intervento sulla web tv dell’Asi.

“La Soyuz – ha spiegato Battiston – veicolo russo che attualmente è l’unico che permette di mettere in orbita gli astronauti e di riportarli a casa dalla Iss e svolge questo servizio da decenni; è sviluppato in modo da essere intrinsecamente molto sicuro. In qualsiasi istante, dal momento del lancio al rientro la missione può essere abortita. È un sistema in cui la qualità del prodotto è spinta al massimo. Ciononostante può accadere che in alcuni casi si fa un errore nella procedura lunga e complicata di montaggio e che questo porti a degli effetti disastrosi. Compito della sicurezza dell’affidabilità dei sistemi è tracciare cosa è successo, correggerlo e chiaramente introdurre dei meccanismi ulteriori che impediscano in futuro che succeda la stessa cosa”.

La Russia ha aperto un’inchiesta penale sull’incidente per stabilire se durante la costruzione ci sia stata una violazione delle norme di sicurezza. Poche settimane prima dell’incidente, la scoperta di un microforo su una parete interna di una delle Soyuz attraccate alla Stazione spaziale, causato dall’errore di un tecnico in fase di montaggio e mal riparato, aveva fatto temere per la sicurezza delle persone a bordo e fonti russe avevano parlato addirittura di un possibile boicottaggio.

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