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Brexit, l’Ue cerca di mettere pressione su Londra

La questione irlandese ancora al centro di contrasti

Salisburgo, 20 set. (askanews) – Il vertice Ue di Salisburgo ha cercato di mettere pressione su Theresa May chiedendo modifiche al suo progetto per i negoziati sulla Brexit, entrati nella fase decisiva ma ancora bloccati, soprattutto dalla questione della frontiera irlandese cioé del confine fra la Repubblica d’Irlanda e l’Ulster che fa parte del Regno Unito.

“Il piano di Londra semplicemente non funziona, se non altro perché minerebbe le fondamenta del mercato interno” ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

Stessa opinione ha espresso il presidente francese Macron: “In modo chiaro voglio dire che le proposte oggi sul tavolo non sono accettabili soprattutto dal punto di vista economico”.

La proposta di Londra, secondo la premier May è l’unica seria e credibile, e prevede allo stato attuale una zona di libero scambio con l’Ue dei beni, ma non delle persone. Bruxelles vuole evitare che la contiguità con l’Ulster crei problemi doganali alla repubblica irlandese. La questione è intricata e il divorzio è previsto a fine marzo 2019.

Theresa May ha annunciato che sul problema irlandese avanzerà delle nuove proposte, ma che non è possibile una soluzione che crei differenze doganali fra l’Ulster e il resto della Gran Bretagna.

La posizione europea è stata ribadita da Angela Merkel: “Ci sono delle regole, e fra queste che non si può partecipare a un mercato di cui non si fa parte. Ma bisogna essere creativi per sviluppare soluzioni accettabili e sicure. C’è ancora del lavoro da fare”.

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz aveva assicurato che un vertice straordinario sarebbe stato organizzato in novembre, oltre a quello già previsto il 18 ottobre. Alla fine dell’incontro di Salisburgo però, i dirigenti europei hanno indicato che preferirebbero chiudere le discussioni in ottobre. E da Londra intanto si risponde picche al suggerimento avanzato da alcuni leader europei circa un altro referendum sulla Brexit fra i cittadini britannici.

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