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Martedì 16 Ottobre 2018

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“Bohemian Rhapsody”, Rami Malek: dovevo diventare Freddy Mercury

L'attore a Roma con Gwilym Lee che interpreta Bryan May

Roma, (askanews) – E’ un tributo al celebre gruppo dei Queen e soprattutto un omaggio al suo frontman, Freddy Mercury, “Bohemian Rhapsody”, il film diretto da Bryan Singer, nei cinema dal 29 novembre. Per presentarlo a Roma sono venuti gli attori Rami Malek, che interpreta il cantante morto di Aids nel 1991, e Gwilym Lee, perfetto clone del chitarrista del gruppo, Bryan May.

Malek ha confessato:

“Lui ha quasi una natura mitologica, significa talmente tanto per tutti. Non è solo un’icona musicale, ma è qualcuno che vive nei cuori e nelle menti di tanta gente. E’ quasi un Dio.

L’unico modo per onorare la sua eredità e rendergli giustizia era provare a fare di tutto per diventare Freddy Mercury. Ho fatto un anno e mezzo di lezioni di canto, di piano, non ho imparato solo le coreografie, ma i suoi movimenti e il suo modo di parlare”.

Il film parte dalla nascita della formazione nel 1970, mostra la storia dei Queen e la nascita dei loro successi, i grandi concerti, fino al Live Aid del 1985. Parallelamente sviluppa il racconto della personalità del loro leader: il suo talento, le sue fragilità, i suoi eccessi, i suoi segreti, come il legame controverso con la famiglia tradizionalista Parsi e il suo rapporto sentimentale con Mary Austin.

“Rifare l’esibizione del Live Aid esattamente come quella originale è stata la cosa più diffcile. L’abbiamo ripetuta mille volte, inquadratura dopo inquadratura, non ho voluto smettere fin quando non era perfetta”.

Lee ha rivelato: “Il primo giorno sul set in cui ho indossato i costumi di Bryan May, la parrucca, lui ha bussato alla porta, è entrato, ed è calato il silenzio. Per due minuti è rimasto a guardare una versione di se stesso giovane”.

Nel film Bryan May figura tra i produttori del film, insieme al batterista Roger Taylor e a Robert De Niro. La pellicola verrà proiettata in anteprima mondiale il 23 ottobre alla Wembley Arena di Londra, dove si tenne il celebre concerto Live Aid, e l’incasso sarà devoluto alla Mercury Phoenix Trust, un’organizzazione che combatte l’AIDS.

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