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Martedì 25 Settembre 2018

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Intesa Sanpaolo con Classica HD per divulgare la grande musica

Accordo tra banca e tv per valorizzare le rispettive iniziative

Milano (askanews) – Il Gruppo Intesa Sanpaolo e il canale televisivo dedicato alla grande musica “Classica HD” hanno avviato una collaborazione finalizzata alla valorizzazione e alla diffusione delle rispettive iniziative in ambito musicale e culturale. L’accordo prevede di ampliare lo spazio offerto ai protagonisti della grande musica, con eventi live in esclusiva, prime visioni, produzioni speciali, un sostegno di comunicazione ai teatri e l’attenzione verso nuovi pubblici, in particolare i giovani.

“L’accordo con Intesa Sanpaolo è una tappa importantissima nel percorso di consolidamento delle nostre attività editoriali, che ci permette di essere più presenti sul territorio e al tempo stesso di confermare la nostra vocazione internazionale” ha spiegato ad Askanews l’editore e direttore di “Classica HD” (canale 138 di Sky), sottolineando che “la forza del nostro canale è sempre stata questa: con Barenboim, Abbado, Karajan, Netrebko, Kaufmann, ma anche vedere cosa fanno i giovani, che cosa fanno i musicisti in provincia, che cosa succede nei piccoli teatri”.

“Due i motivi principali del perché dell’accordo con ‘Classica HD’: è un editore che lavora molto bene per creare nuovi contenuti e per riuscire a coinvolgere un pubblico ancora più ampio – ha spiegato il direttore comunicazione e immagine di Intesa Sanpaolo, Fabrizio Paschina – e parlando di ampiezza, la possibilità del canale di essere presenti in 61 Paesi del mondo, per raggiungere circa 15 milioni di potenziali utenti per poter far vedere tutte le bellezze e l’arte italiana”.

Alla presentazione dell’accordo alle Gallerie d’Italia di Milano, è intervenuto, tra gli altri, anche il critico televisivo Aldo Grasso che ai microfoni di Askanews ha ricordato che quello tra tv e musica colta “è un rapporto difficilissimo che nasce proprio dalle origini della televisione, quando la tv si limitava a mettere una telecamera in un teatro e cercava di riprodurre l’opera lirica piuttosto che un concerto o altre manifestazioni simili, con esiti quasi sempre deludenti”. “Oggi il rapporto tra la musica classica e il servizio pubblico resta un rapporto sporadico, poi per fortuna sono arrivati dei canali dedicati – ha proseguito il professore – che è vero che sono riservati ad un certo numero di persone, però finalmente il rapporto è maturato e si è capito che un conto sono i concerti dal vivo e un altro conto sono le riprese televisive che hanno pari dignità”.

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