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Martedì 25 Settembre 2018

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Leonor Antunes in Pirelli HangarBicocca: sculture nel tempo

A Milano prima grande personale italiana per l'artista portoghese

Milano (askanews) – Reinterpretare alcune delle esperienze più radicali nella storia del modernismo in arte, design e architettura attraverso una mostra particolare, nuova da tanti punti di vista, capace di restituire una idea diversa della pratica della scultura. Pirelli HangarBicocca a Milano presenta “The last days in Galliate”, prima grande personale in Italia dell’artista portoghese Leonor Antunes, che è partita proprio dallo spazio dello Shed del museo milanese per creare un unico grande ambiente scultoreo nel quale rendere omaggio al lavoro di architetti e designer come Franca Helg e Franco Albini.

“Per me – ha spiegato Antunes ad askanews – questa è la situazione ideale, perché non devo aggiungere nulla allo spazio, posso lavorare con questo spazio così com’è. Io sono anche molto interessata al contesto, in questo caso Milano e l’Italia, e per questo ho voluto che la luce entrasse nella sala e per la prima volta nello Shed c’è la luce del giorno”.

“In base al mio modo di lavorare – ha aggiunto l’artista – ho installato il primo pezzo all’ingresso della mostra, perché è la prima cosa che vede lo spettatore. Poi, partendo da quello, ho installato il secondo pezzo e via con gli altri, ciascun lavoro indirizzava poi al successivo e così io posso controllare la mia stessa presenza nello spazio”.

I pezzi in mostra vivono dunque di una loro armonia dialogica, di un senso di appartenenza al luogo che è figlio, come il pavimento ispirato a quello di Gio Ponti al Pirellone, di una forte ricerca sul site specific.

Roberta Tenconi è la curatrice dell’esposizione:

“Le sculture – ha spiegato in conferenza stampa – sono spesso dei dettagli estrapolati da oggetti esistenti, da readymade quasi, c’è molto di Duchamp nel lavoro di Leonor e nell’idea della misurazione, che vengono poi ingigantiti, con proporzioni completamente nuove e talvolta l’uso di materiali nuovi, a volte invece rispettando il materiale originale”.

Un percorso, quello dentro la mostra, che innesca più livelli di lettura, da quelli semplicemente fisici come la luce a quelli più concettuali. Figli di una visione dell’arte che per Leonor Antunes deriva dal senso del tempo.

“Credo sia importante pensare a come facciamo esperienza delle cose oggi – ha concluso l’artista – e in termini di arte sono state fatte tante cose meravigliose nel passato. Per questo cerco sempre di pensare a personaggi che magari sono stati dimenticati per diverse circostanze e per me è importante fare riferimento a queste persone. Con il mio lavoro cerco di reinterpretare cose che sono già state fatte”.

La mostra in Pirelli HangarBicocca resta aperta al pubblico fino al 13 gennaio 2019.

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