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Capossela: la rete come la peste, ma non possiamo farne a meno

Il selvaggio e il web selvaggio, tra i temi dello Sponz Fest 2018

Roma, (askanews) – “Uno dei temi dello Sponz Fest, affrontato da SponzArti, dice ‘Selvaggio, io o tu?’, cos’è selvaggio. Allora selvaggio per esempio è qualcosa di incontaminato, legato alla natura, oppure per esempio l’abuso è selvaggio, tutto quello che non risponde a un vivere civile, quindi la trivellazione selvaggia, internet selvaggio, world wide web”: così Vinicio Capossela, a margine della presentazione dello Sponz Fest 2018, il festival in Alta Irpinia (21-26 agosto) da lui ideato e diretto giunto alla sesta edizione.

“Il fatto di avere abbassato dei freni inibitori e delle soglie di linguaggio e di vivere ancora in un momento di anarchia etica nei confronti di un nuovo strumento di espressione che è quello della rete rende questa fase particolarmente virulenta, che ha meccanismi molto simili a quelli della peste, un bacillo che si diffonde molto velocemente e va a contagiare quasi come l’aria, l’aria non puoi non respirarla, come oggi nel vivere sociale non puoi quasi impedirti di avere un canale di comunicazione che passi dalla rete (…)”, ha aggiunto l’artista di origini irpine.

“In generale il fatto che si possa diffondere qualsiasi tipo di credenza e diceria che non è verificabile. Questo naturalmente ci pone dei dubbi, abbiamo a disposizione un mezzo straordinario di conoscenza, lo è effettivamente, dobbiamo fare un lavoro su noi stessi per capire quanto veramente di noi finiamo per mettere o quanto invece di noi venga preso dal mezzo”, ha concluso.

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