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Open Arms, la giornalista a bordo: “Fake news? Non mi pare”

Attendiamo la ricostruzione della donna sopravvissuta

Roma, (askanews) – Ha visto con i suoi occhi il ritrovamento di due cadaveri, quello di una donna e di un bambino nudo, al largo della costa libica, e ha assistito al salvataggio di una donna camerunense rimasta tra le onde per 48 ore. Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale, si trova a bordo della nave della ong spagnola Proactiva Open Arms.

L’abbiamo raggiunta telefonicamente per chiederle come stanno veramente le cose: “Non mi sento di dare una versione definitiva dei fatti. Credo che dobbiamo attendere la ricostruzione della donna sopravvissuta. Ha raccontato di essere stata picchiata dai libici. D’altro canto non è stato possibile fare una ricostruzione compiuta della vicenda. Sappiamo che l’altra donna era morta da qualche ora, addirittura da giorni?”.

Come rispondi a Salvini che sostiene si tratti di una fake news l’intera vicenda e ai giornalisti tedeschi che ritengono che la nave della guardia costiera libica non avrebbe visto altra gente in mare? “Una fake news non mi sembra: ho visto i due cadaveri con i miei occhi. Sono qui a bordo. E c’è una donna sopravvissuta. Ora quello che è successo non si sa. Mi sembra presto per dirlo. Open Arms accusa i libici perché nelle ore precedenti al ritrovamento i libici parlavano con il mercantile Triadrest e parlavano di un gommone da salvare a 70 miglia dalla costa libica. Per questo, insieme all’altra stranezza di non aver ritrovato altri corpi, hanno fatto muovere le accuse di Open Arms. È presto per capire come sono andate le cose”.

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