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Thailandia, l’ex navy seal: ecco come abbiamo salvato i ragazzi

La testimonianza dell'ultimo sub a uscire dalla grotta

Bangkok (askanews) – Il comandante Chaiyananta Peeranarong, è stato l’ultimo sub a uscire dalla grotta diTham Luang, nel nord della Thailandia. All’indomani del salvataggio dei giovani calciatori e del loro allenatore, intrappolati tra le rocce, l’ex membro dei Navy Seals thailandesi ha portato la sua testimonianza su una operazione che ha del miracoloso.

“Alcuni ragazzi sono stati portati fuori a bordo di barelle “mentre dormivano. I ragazzi erano addormentati – ha ricordato – ma erano ancora coscienti. I medici verificavano costantemente le loro condizioni”. “Alcuni dormivano – ha continuato – ad altri si contorcevano le dita come se fossero storditi, ma respiravano. Il mio compito era di trasferirli fuori dalla grotta”.

Il comandante thailandese ha spiegato che l’operazione di salvataggio è stata accelerata per il rischio derivante dai monsoni. “Quando l’ultimo sommozzatore è uscito l’acqua era già arrivata al livello della testa, quasi al punto da dover usare sempre le bombole d’ossigeno”.

Poi Peeranarong ha voluto fare chiarezza su alcune dinamiche di soccorso di cui tanto si è parlato in questi giorni. “Sulla stampa sono uscite notizie in cui si diceva che i ragazzi avrebbero dovuto imparare a fare le immersioni. Questi ragazzi non avevano mangiato né dormito per giorni – ha spiegato – dove avrebbero trovato le energie per allenarsi? Sarebbe stato assurdo. Serviva solo che imparassero a respirare con le bombole e a non farsi prendere dal panico. Avevano solo bisogno di essere rassicurati e di sapere che sarebbe andato tutto bene”.

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