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Findus sempre più sostenibile: entro 2019 lo saranno 90% vegetali

Adesione alla Sai Platform con l'utilizzo standard agricoli Fsa

Milano, (askanews) – Findus fa un altro passo in avanti in direzione della sostenibilità. Nel claim della nuova campagna “Coltiviamo il futuro per un’agricoltura sostenibile” c’è la sintesi della mission che questa azienda italiana, dal 2016 parte del gruppo Nomad foods Europe, si è data aderendo alla Sustainable Agriculture Iniziative Platform, la principale organizzazione internazionale in questo comparto:

Francesco Fattori

Amministratore delegato Findus Italia

“Oggi noi segnamo un punto fondamentale quello di aderire a una piattaforma, l’organizzazione più autorevole al mondo che è Sai ma non solo questo che vuol dire accedere a tutta una serie di informazioni per migliorarci e migliorare gli altri ma anche l’utilizzo di Fsa, questo schema di rilevazione delle appropriate tecniche di agricoltura sostenibile”.

Findus un anno fa aveva già introdotto il marchio blu di pesca sostenibile e certificata Msc sui propri prodotti a base di pesce e ora allarga il proprio impegno al mondo dei vegetali, con un altro traguardo ambizioso già in calendario:

“Arrivare al 100% richiederà un po’ più di tempo perchè sono vegetali residuali da certificare e magari più complessi e quindi sicuramente nel 2025, è un obiettivo di gruppo non di Findus Italia, avremo tutti i vegetali del gruppo 100% da agricoltura sostenibile”.

L’adesione di Findus a Sai Platform rappresenta un contributo importante da parte dell’azienda per una agricoltura italiana sempre più sostenibile

Marco Consalvo

Responsabile Comunicazione SAI Platform

“Siamo orgogliosi di avere Findus di avere in questa grande famigli perchè possiamo veramente accelerare quello che è il percorso verso l’agricoltura sostenibile, una attenzione verso tutte quelle pratiche che proteggono l’ambiente, le condizioni dei lavoratori economico sociali e migliorano le pratiche di allevamento e coltivazione delle singole specie”.

A essere interessati da questo cambiamento sono 16 vegetali concentrati in tre prodotti: il minestrone tradizione che da quest’anno sarà 100% italiano, gli spinaci che arrivano dall’agropontino e i piselli parzialmente importati per una strutturale carenza produttiva del nostro territorio. L’adesione alla Sai platform in realtà per Findus non è una rivoluzione ma un tassello nel percorso di miglioramento che in azienda ha due motori: gli agronomi e gli agricoltori e che ha dei pilastri imprescindibili nella produzione delle materie prime

Fabrizio Fontana

Responsabile agronomi Findus

“Noi come scelta strategica operiamo sempre in pieno campo senza forzature agronomiche in aree vocate per le produzioni che andiamo a scegliere. Abbiamo introdotto tecniche antichissime come la rotazione, delle colture, tecniche sia nel dosaggio dei concimi ma anche nella scelta della dose a seconda del singolo campo e non in via generale”.

Questo cambiamento coinvolgerà un totale di circa 6.500 ettari di terreno coltivabile e oltre 1.300 aziende agricole sulle quali Findus investirà in formazione e conoscenza. Ma in questo percorso evolutivo Findus potrebbe valutare di fare anche un ulteriore passo in avanti:

“Non escludo che in un futuro lanceremo una linea biologica perchè dipende da tanti fattori quello che però posso dire è che il bio non necessariamente si associa a qualità e sostenibilità. Oggi il biologico ha un costo esorbitante e non sempre si associa a una qualità superiore quindi noi già oggi abbiamo un piede molto dentro le tecniche dell’agricoltura bio il lancio di una linea lo vedremo nel futuro”.

Per certo ora il mantra di questa azienda, nata nel 1964 a Cisterna di Latina e che detiene a valore un quarto circa del mercato dei vegetali surgelati, è la sostenibilità, certificata e riconoscibile agli occhi del consumatore:

“La sostenibilità è sopravvivenza non è più una scelta, le risorse sono scarse e bisogna saperle gestire. Il consumatore lo sta capendo anche perchè aziende come Findus lo educano a fare scelte responsabili”.

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