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Martedì 18 Dicembre 2018

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Medici e industria dialogano per ridurre i danni del fumo

Fadoi e Philip Morris analizzano i dati scientifici

Bologna (askanews) – Dal confronto tra la comunità scientifica e l’industria possono nascere le migliori soluzioni per ridurre sempre di più i danni provocati dal fumo. Da qui è nata l’idea di promuovere un incontro tra Fadoi, l’Associazione italiana di Medicina interna, e Philip Morris all’interno del Festival della Scienza medica che per il quarto anno a Bologna ha chiamato a raccolta scienziati e clinici di fama internazionale.

E’ stata l’occasione per presentare prima di tutto gli studi condotti sugli effetti dei prodotti alternativi e dai rischi potenzialmente ridotti rispetto al fumo di sigaretta. In particolare i “risultati scientifici molto promettenti” sull’aerosol prodotto dal Tobacco Heating System 2.2, nome commerciale IQOS, che ha fatto registrare una riduzione media del 90-95% nella formazione di sostanze dannose o potenzialmente dannose, che si ripercuote con una ridotta tossicità del 90% circa sulla fisiologica attività delle cellule. Lo ha spiegato con un esempio Luigi Godi, senior scientific & medical advisor Philip Morris Italia. “Con l’areosol del nostro device il monossido di carbonio si riduce del 98,6% il che vuol dire che l’emoglobina è completamente libera dal monossido di carbonio e capace di veicolare in modo adeguato l’ossigeno per la corretta utilizzazione nei nostri tessuti e nei nostri apparati”.

Al simposio bolognese ha preso parte il presidente di Fadoi, Andrea Fontanella, in rappresentanza dei medici internisti italiani. “Il motivo per cui abbiamo mostrato il nostro interesse per questo importante progetto della Philip Morris nasce dalla nostra curiosità di valutare la raggiungibilità di certi obiettivi. E’ normale, assolutamente categorico e inderogabile che lo scopo del medico, a fronte del fumatore, soprattutto il fumatore ad alto rischio di patologie bronchiaro-cardiovascolari, debba essere imperativo, quello di far cessare il fumo. Questa è la realtà e questo è l’ideale. Ma quante volte questo viene raggiunto? Purtroppo solo nel 10% dei casi. Allora a fronte di condizioni inveterate e ‘dell’ottenere zero’ rispetto ‘all’ottenere cento’, potrebbe essere – ma lo dimostrerà il tempo – una buona alternativa cercare di ridurre i danni da fumo che possono nascere da una drastica riduzione delle sostanze tossiche contenute nella sigaretta che brucia a fronte di questo aerosol. E’ una possibilità alla quale noi ci affacciamo volentieri, senza negare naturalmente l’assoluta necessità di convincere alla cessazione del fumo”.

Sull’importanza di continuare a promuovere occasioni di incontro con la comunità medica è tornato, nel corso del simposio, il presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, Eugenio Sidoli. “Il dialogo è molto importante e crediamo che quello che abbiamo da condividere sia parte della soluzione al problema del fumo sul pianeta, che la comunità medica ha indicato da tempo come un tema da affrontare e risolvere. Fino ad oggi gli strumenti adottati sulla tematica del fumo, della salute e degli stili di vita non sono stati abbastanza efficaci. Oggi crediamo di avere una soluzione che può accelerare di molto la sostituzione del fumo con un consumo più sostenibile a rischio potenzialmente ridotto.”

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